Ipo Technogym, 6% crescita media annua ricavi 2016-2020 - studio

venerdì 8 aprile 2016 15:06
 

MILANO, 8 aprile (Reuters) - Technogym dovrebbe registrare una crescita annua media dei ricavi pari al 6% nei prossimi cinque anni, raggiungendo quota 688 milioni di euro nel 2020 (dai 511,8 milioni del 2015).

E' quanto si legge in un report di Mediobanca Securities, che Reuters ha avuto la possibilità di consultare, pubblicato in vista dell'Ipo della società attiva nel wellness.

Technogym ha presentato il filing per la quotazione a Piazza Affari il 22 febbraio scorso.

Mediobanca è uno dei global coordinator, con JP Morgan e Goldman Sachs, del collocamento.

Il report indica una crescita dell'Ebitda adjusted dai 90,7 milioni del 2015 ai 143,2 milioni del 2020. L'incremento medio annuo dell'utile netto - 28,4 milioni di euro nel 2015 - è stimato al 24%.

L'Ipo avrà la struttura di Opv, ovvero la cessione del 40% del capitale attualmente in mano all'operatore di private equity Arle Partner (attraverso il veicolo Salhouse Holding).

Per quanto riguarda i comparable, Mediobanca individua tre categorie: produttori di attrezzature per lo sport, che l'anno scorso hanno conseguito un margine Ebitda del 10,5%, brand di lifestyle (14,6%) e marchi del lusso (23,3%). Technogym l'anno scorso ha conseguito un margine Ebitda del 16,9%.

Il report di Mediobanca non esprime una valutazione del gruppo guidato da Nerio Alessandri (la cui famiglia manterrà il 60% del capitale). Ma se prendiamo la media del rapporto fra enterprise value ed Ebitda dei comparable, basata sulle stime 2016, pari a 13,6 volte, e la applichiamo all'Ebitda atteso per la quotanda (89 milioni), otteniamo 1,21 miliardi, cifra a cui va aggiunto l'indebitamento (38,1 milioni l'anno scorso), per un enterprise value di circa 1,24 miliardi. La valutazione teorica, ovviamente, cala sensibilmente prendendo i soli produttori di attrezzature sportive, per i quali sul 2016 il report stima un rapporto enterprise value/Ebitda di 10,3 volte: la valutazione scende a circa 950 milioni.

Tra i punti di debolezza del gruppo romagnolo viene indicata la presenza ancora scarsa negli Stati Uniti, il mercato più importante per l'industria.   Continua...