Banco Popolare-Bpm, ok a fusione, aumento da 1 mld per Verona

mercoledì 23 marzo 2016 23:01
 

MILANO, 23 marzo (Reuters) - Bpm e Banco Popolare hanno sottoscritto un protocollo di intesa per un'operazione di fusione che porterà alla nascita della terza banca italiana dopo Intesa Sanpaolo e UniCredit .

Lo dice una nota congiunta al termine della lunga giornata di consigli che hanno varato l'operazione che prevede un aumento di capitale per un importo complessivo da un miliardo a carico del Banco Popolare da eseguirsi prima della fusione che dovrà essere approvata dalle assemblee entro il 1° novembre.

La struttura della fusione prevede la costituzione di una nuova banca capogruppo in forma di Spa, quotata in borsa, e definita attraverso un rapporto di partecipazione (presupponendo l'integrale sottoscrizione dell'aumento del Banco Popolare) che vede assegnare agli azionisti del Banco il 54% del capitale della nuova capogruppo e agli azionisti di Bpm il 46%.

E' previsto inoltre lo scorporo di una nuova Bpm Spa, controllata dalla capogruppo, a cui saranno conferiti gli sportelli delle due banche in alcune province delle Lombardia. Bpm spa sarà poi incorporata nella capogruppo a partire dal terzo anno successivo alla data di efficacia della fusione.

La governance, come nelle attese, prevede Giuseppe Castagna AD e Carlo Fratta Pasini presidente.

Il piano prevede sinergie complessive lorde annue per 365 milioni a regime a partire dal 2018.

La Vigilanza bancaria europea che fa capo alla Bce aveva dato un via libera preliminare e informale al sofferto progetto di fusione che neglio ultimi giorni si è allineato alle precrizioni stringenti della Vigilanza in termini patrimoniali e e governance.

La Bce aveva chiesto che la banca risultante dalla fusione avrebbe dovuto avere sin dall'inizio una forte posizione in termini di capitale e qualità degli asset, anche attraverso appropriate 'capital action'.

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