June 17, 2015 / 7:53 AM / 2 years ago

PUNTO 2-Iren, piano al 2020 vede Ebitda a circa 860 mln euro, polo aggregatore

3 IN. DI LETTURA

* Dividendo: floor minimo a 0,523 euro, poi +10% annuo dal 2018

* Ad Bianco: "Piano non prevede contributi da operazioni M&A"

* Titolo strappa in Borsa: +4,3% (Aggiunge altri dettagli, dichiarazioni)

di Giancarlo Navach

MILANO, 17 giugno (Reuters) - Iren alza il velo sul piano industriale al 2020 che prevede un ebitda a circa 860 milioni di euro, in incremento di circa 220 milioni di euro rispetto al 2014, con un tasso di crescita annua del 5,1%. L'85% di tale risultato verrà raggiunto già nel 2018, mentre l'utile netto è atteso sostanzialmente raddoppiato nell'arco del piano a 190 milioni, spiega la società in una nota.

Quanto alla politica dei dividendi, sarà caratterizzata da un limite inferiore costituito dal dividendo pagato nel 2015 (0,523 euro per azione) e da una crescita di circa il 10% all'anno a partire dal 2018.

Al 2020 il debito è visto in riduzione di circa 300 milioni, sotto i 2 miliardi, mentre gli investimenti cumulati sono pari a 1,8 miliardi.

Il titolo sta reagendo bene a Piazza Affari e intorno alle 15,40 segna un rialzo del 4,23% a 1,30 euro. Scambi per oltre 3,6 milioni di titoli, oltre il doppio della media giornaliera. Un analista dice che si tratta di un piano molto buono.

Quanto al 2015, l'Ad Massimiliano Bianco ha detto di vedere "un ebitda fra 650-660 milioni e un utile netto fra 110 e 115 milioni".

La multiutility controllata dai comuni di Genova, Torino, Reggio Emilia, Parma e Piacenza si candida a svolgere un ruolo di polo aggregatore all'interno dei territori di riferimento.

Da tale punto di vista, la strategia perseguita - spiega la nota - è quella di completare il proprio portafoglio di business spostandosi da un livello provinciale ad uno regionale e consolidando per quanto possibile società locali nelle quali Iren possiede già delle partecipazioni. Nonostante le diverse opportunità presenti sul mercato, che il gruppo è fortemente intenzionato a cogliere, è stato adottato un approccio prudente e non sono state inserite nel piano operazioni di M&A.

Nel commentare il piano, l'AD rileva che "la solidità dei target del piano industriale è sottolineata anche dall'esclusione della contribuzione di operazioni di M&A, nonostante il grande committment del gruppo nel porsi, all'interno dei suoi territori, come leading player nel processo di razionalizzazione e consolidamento delle società locali a partecipazione pubblica, al quale il governo sta dando supporto. Tale processo potrebbe portare, quindi, dei margini incrementali ad oggi non presi in considerazione".

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