Sorin, fondi si aggiudicano maggioranza in assemblea ma non in Cda

giovedì 30 aprile 2015 14:27
 

MILANO, 30 aprile (Reuters) - I fondi si sono aggiudicati a sorpresa la maggioranza del consiglio di amministrazione di Sorin ma, paradossalmente, a indicare la maggior parte dei consiglieri è stata Bios, principale azionista singolo del gruppo attivo nel settore biomedicale.

L'assemblea ordinaria fa dunque registrare un piccolo colpo di scena, conseguenza dello status recente di public company (in precedenza un patto di sindacato blindava il controllo). Ulteriore paradosso, l'attuale Cda, formalmente elettro per tre anni, è destinato a restare in carica solo qualche mese, giusto il tempo perché la fusione con Cyberonics venga votata dalle rispettive assemblee straordinarie e sia operativo il nuovo board.

Bios, titolare del 18,8626% del capitale, aveva presentato una lista di quindici nomi. Lo studio legale Trevisan, in rappresentanza di circa 80 fondi (tra cui Amber Capital, cui fa capo 2,4% del capitale), aveva presentato una lista cosiddetta di minoranza, forte del 9,29% del capitale.

In assemblea è però emerso che i fondi erano in maggioranza, contando sul 40% circa del capitale a fronte di un totale presente del 69%. In sostanza, Bios ha potuto contare sui voti di Equinox (6,577% del capitale attraverso il veicolo Tower 6 Bis) e pochi altri.

Da qui, una volta espletata la formalità dell'approvazione del bilancio 2014, la necessità di una lunga pausa per trovare una via d'uscita all'impasse. L'escamotage è stata la fissazione in tredici dei membri del Cda, composto dai cinque nomi indicati dai fondi (Gino Santini, Luciano Cattani, Laura Iris Ferro, Roberto Ferri e Ugo Ortelli) e quattro da Bios (il presidente Rosario Bifulco, l'AD Andrè-Michel Ballester, Giovanni Pavese e Laura Donnini). Gli altri quattro posti sono stati 'pescati', su proposta di Bifulco, sempre dalla lista Bios: si tratta di Gaetano Casertano, Andrea Bovone, Massimo Tononi e Michela Zeme. Su quest'ultimo punto, però, i rappresentanti dei fondi hanno scelto di lasciare l'assemblea; dunque l'integrazione del Cda è stata votata soltanto dal 39,7% del capitale.

L'esito odierno getta un'ombra su quanto potrebbe accadere il prossimo 26 maggio, quando gli azionisti torneranno a riunirsi in sede straordinaria per votare sulla fusione con Cyberonics.

Interpellato da Reuters al termine dell'assemblea, Bifulco ha rassicurato: "Credo che la bontà dell'operazione sia tale che probabilmente non ci saranno problemi riguardo all'approvazione".

Ma i fondi potrebbero contestare la governance della newco, ovvero quattro consiglieri espressione di Sorin, altrettanti di Cyberonics, un indipendente di comune accordo?

"Non credo", ha risposto Bifulco. "La governance fa parte dell'accordo, è il golden standard nei casi di fusione tra eguali".   Continua...