April 11, 2015 / 4:38 PM / 2 years ago

Popolari, al via corteggiamenti per M&A, da maggio processo entrerà nel vivo

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di Andrea Mandala e Gianluca Semeraro

MILANO/NOVARA, 11 aprile (Reuters) - Tra le banche popolari sono cominciati i primi tentativi di corteggiamento e il processo di consolidamento, innescato dalla legge che obbliga gli istituti a trasformarsi in SpA, potrebbe entrare nel vivo già dalla fine di questo mese, una volta esaurita la tornata delle assemblee di bilancio.

Da Popolare Vicenza è arrivato oggi ufficialmente l'invito a Veneto Banca a costruire una "grande banca del Veneto", mentre il Ceo del Banco Popolare Pier Francesco Saviotti continua a cullare il sogno di un'integrazione con Popolare Milano, "oggi non più impossibile, anche se non è facile". Tuttavia non esclude nemmeno l'ipotesi UBI Banca , anche se non ci sono colloqui in corso.

In questa fase gli istituti dialogano, tutti con tutti, per trovare delle soluzioni che preservino la natura di popolari e gli stretti legami con i territori di riferimento e al contempo proteggano da eventuali scalate ostili.

Per l'AD di Pop Milano, Giuseppe Castagna "per ora non ci sono stati contatti con nessuno", ma da domani, dice, "finita l'assemblea ci dedicheremo a valutare le opportunità". E possibilmente prima della trasformazione in Spa, evento che "ci renderebbe più aggredibili di fronte a operazioni ostili", sottolinea l'AD a margine dell'assemblea.

I colloqui in corso coinvolgono anche compagnie assicurative, mentre alcune fondazioni osservano da vicino gli sviluppi e si dicono pronte a intervenire. La sfida è quella di non perdere il il Dna della banche popolari e a questo scopo si stanno muovendo anche piccoli soci, associazioni, azionisti storici.

"Non ci sono aggreganti e aggregati ma cerchiamo di capire se ci sono compagni di strada", ha detto il presidente di Banco Popolare Carlo Fratta Pasini nel corso dell'assemblea di bilancio.

"Siamo aperti a ipotesi di aggregazione con tutti quelli che hanno un piano industriale serio. Non ci sono preclusioni con nessuno", dice Castagna.

Anche secondo il presidente di Pop Vicenza, che diventerà SpA quest'anno, Gianni Zonin una fusione con un partner, quotato o non, "è la soluzione più logica e sicura" anche se la strada standalone è ancora percorribile.

Le ipotesi intanto si sprecano e coinvolgono anche Mps o Banca Carige, entrambe alle prese con corposi aumenti di capitale dopo le bocciature al comprehensive assessment della Bce. "Si tratta di istituti troppo grandi o troppo in difficoltà", ha detto però Fratta Pasini a questo proposito.

Secondo alcuni addetti ai lavori il primo candidato a livello nazionale per Mps sarebbe UBI Banca. Si tratterebbe, tuttavia, di un boccone alquanto indigesto per la banca di Victor Massiah.

Altre ipotesi vedono appunto Popolare Milano e Banco Popolare, o possibilmente una fusione a tre con Popolare Emilia .

Alla Ricerca Di Nuovi Assetti Societari Stabili

Nel frattempo in casa Pop Milano, con l'obiettivo di conservare all'interno del nuovo quadro normativo le caratteristiche partecipative tipiche di una banca popolare, alcuni piccoli azionisti, hanno costituito lo scorso mese di febbraio un 'patto parasociale di preventiva consultazione per la Bpm'.

Tra le ipotesi allo studio dell'associazione quella di conferire ad una fondazione di natura cooperativa una partecipazione azionaria nella SpA con l'emissione di 'azioni speciali' e l'utilizzo del voto plurimo, nonchè un tetto al diritto di voto. Lo scopo è quello di coagulare le istanze delle diverse anime del corpo sociale della banca.

In questa direzione vanno lette anche le dichiarazioni di Giovanni Sala, vice presidente della Fondazione Cariverona, azionista di Banco Popolare con circa lo 0,5%, che ha detto che l'ente è pronto ad accompagnare la trasformazione in SpA garantendo stabilità all'azionariato e "mettendo in campo all'occorrenza le risorse necessarie".

Indiscrezioni recenti di stampa hanno parlato della creazione di nocciolo duro di azionisti in seno al Banco Popolare con la partecipazione di Fondazione Cariverona, di CariLucca, socia con il 2,89%, e di alcuni imprenditori veronesi già azionisti dell'istituto. Sul possibile coinvolgimento anche di Cattolica, concittadina del Banco Popolare, Fratta Pasini ha detto che non ci sono mai stati colloqui in questa direzione.

Hanno collaborato Silvia Aloisi e Valentina Za

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