PUNTO 1-Ubi, 2014 in perdita per svalutazioni da 883 mln, sale cedola

giovedì 12 febbraio 2015 09:38
 

(Aggiunge dettagli da nota e videointervista Massiah)

MILANO, 12 febbraio (Reuters) - Ubi Banca chiude il 2014 con una perdita consolidata di 725,8 milioni, da un utile di 250,8 milioni nel 2013, a seguito della contabilizzazione di 882,7 milioni di impairment su avviamento e intangibili.

Il risultato, al netto delle poste non ricorrenti, si è attestato a 146,5 milioni, in crescita del 46,2%, sottolinea una nota.

La proposta di dividendo è di 0,08 euro contro i 6 centesimi distribuiti sul 2013.

La svalutazione per 882,7 milioni, precisa Ubi, non comporta un aggravio sul Common Equity; determina anzi, già a partire dal 2015, un vantaggio annuo in termini di minori oneri relativi all'ammortamento degli intangibili svalutati, pari a circa 6 milioni. Quest'anno il test di impairment non è stato superato da Banca Carime e parzialmente da un altro paio di società del gruppo", spiega in una video intervista il consigliere delegato Victor Massiah. "Ciò abbatte il valore contabile delle nostre partecipazioni"; ma senza alcun impatto sulla redditività e sui coefficienti patrimoniali, sottolinea.

Il Common Equity Tier 1 ratio phased-in a fine dicembre è pari al 12,33% dal 13% di settembre, il Cet1 proforma stimato a regime è pari all'11,5% dal 12% di settembre. Il peggioramento dei ratio è essenzialmente riconducibile all'aggiornamento annuale dei parametri di rischio, dice la nota.

Per quanto riguarda il comparto del credito, il 2014 registra rettifiche su crediti per 929 milioni (incluse le evidenze dell'AQR) rispetto ai 943 milioni del 2013. Il passaggio di crediti in bonis a crediti deteriorati è diminuito del 36,2%.

Il margine d'interesse, pari a 1.818,4 milioni, ha segnato una crescita del 3,9%, le commissioni nette sono aumentate del 3,3% a 1.226,6 milioni. In calo dell'1,6% gli oneri operativi a 2.108,2 milioni.

Gli impieghi ammontano a 85,6 miliardi, in riduzione del 3,1% su anno ma in accelerazione dello 0,8% rispetto allo scorso settembre. Un miglioramento proseguito anche a gennaio, come sottolinea nell'intervista Massiah: "Le prime indicazioni per il 2015 sono migliori del previsto, abbiamo una crescita nel mese di gennaio positiva che segue una seconda parte dell'ultimo trimestre del 2014 che ha visto rimbalzare gli impieghi dopo una tendenza negativa della prima parte".   Continua...