27 novembre 2013 / 09:01 / 4 anni fa

PUNTO 2-Generali migliora target su risparmi costi, polemica con S&P

* Da 2015 Generali potrà assere soggetto aggregante

* Titolo accoglie con +2% Investor day a Londra

* Debt leverage ratio al 35% entro 2015 (Riscrive parzialmente aggregando pezzi)

di Gianluca Semeraro

LONDRA, 27 novembre (Reuters) - Generali procede nella sua fase di rilancio migliorando, a dieci mesi di distanza dalla strategic review, i target sui costi e confidando di poter essere dal 2015 un soggetto aggregante in un settore che va sicuramente verso un consolidamento.

Il Ceo Mario Greco, arrivato ad agosto 2012 e propugnatore di un "periodo nuovo" per Generali ha lasciato stavolta nell'Investor Day di Londra molto spazio ai suoi manager - dal Cfo Alberto Minali a Nikhil Srinivasan (Cio) e Carsten Schildknecht (Coo) annunciati proprio il giorno della strategica review di gennaio - condividendo con loro il compito di presentare alla platea di 100 analisti e 50 banker una compagnia capace di mantenere le promesse guardando anche oltre i propri obiettivi.

Ed è per questo che il manager non sceglie la diplomazia per commentare la decisione di S&P di ieri, ritenuta "un clamoroso errore", che giunge alquanto inattesa come nota stonata rispetto al resto.

L'agenzia americana ieri ha messo Generali in creditwatch negativo nell'ambito di un'azione condotta su diversi gruppi assicurativi europei e africani, dopo l'aggiornamento dei criteri relativi ai titoli di Stato posseduti.

"E' un clamoroso errore - ha detto Greco durante l'Investor Day a Londra - questi signori non guardano ai numeri e non capisco perché ci considerino una società al 100% italiana anche se abbiamo un quarto del business in Italia e tre quarti fuori".

L'obiettivo al 2015 sui risparmi dei costi sale a 750 milioni dai 600 dichiarati a gennaio mentre restano confermati il roe operativo al 13% e il Solvency I oltre 160%, contro il 152% di fine ottobre. Al 2016 l'obiettivo è di 1 miliardo di risparmi sui costi. Obiettivi che non prevedono ristrutturazioni del personale in nessun paese. "In alcuni conterremo i livelli di occupazione in maniera ordinaria lavorando su turnover e pensionamenti", ha spiegato Greco.

"Da questo turnaround speriamo di venir fuori come possibile soggetto aggregante nei prossimi anni. Il settore va verso un consolidamento in quanto è ancora molto frammentato in tutto il mondo. Ci saranno delle opportunità per i soggetti aggreganti. Dal 2015 confidiamo di poter essere uno di questi", ha detto poi il manager in un'intervista a Reuters TV. ..............................................................

Watch the Reuters TV interview reut.rs/1cvnilY ..............................................................

Ai risparmi di costi si aggiungono iniziative di eccellenza tecnica, la nuova funzione di tesoreria e la centralizzazione della riassicurazione che portano a un totale di benefici operativi lordi attesi a 1,6 miliardi al 2015 e a 2 miliardi al 2016.

Il titolo, intorno alle 16,45, sale del 2,05% a 16,93 euro a fronte di uno stoxx europeo a +0,97%. "L'aumento dei target era più o meno atteso, conoscendo Greco. Prevedevamo 800 milioni di risparmi al 2015 e siamo sorpresi del miglioramento a 1 miliardo al 2016 (750 milioni entro 2015 è buono)", scrive Fabrizio Croce di Kepler Cheuvreux in un report. Molti analisti naturalmente hanno aspettato la conclusione dell'Investor Day per un giudizio più completo.

POLITICA DIVIDENDI CRESCENTE, USCITI DA 8 PATTI SINDACATO

Tra le promesse formulate con la strategic review rientra anche l'uscita o la disdetta dai patti di sindacato - otto in tutto, tra cui Pirelli, Telco e Mediobanca - consentendo alla compagnia di rientrare "nella disponibilità di questi asset".

Tecnicamente le quote in Intesa, Mediobanca e Rcs sono libere - ha spiegato rispondendo a una domanda sulle tre partecipazioni - e la decisione sul loro futuro spetta a chi si occupa dell'asset management".

Greco ha confermato "una politica di dividendi crescente una volta raggiunti i target sul capitale". "Ma non direi che saranno stabili da qui al 2015, cresceranno" in concomitanza con il miglioramento dei risultati, ha detto.

E a proposito del quarto trimestre, procede come i precedenti "senza peggioramenti né evidenti miglioramenti, ma è ancora presto, mancano quaranta giorni".

Al 2015 è confermata una generazione di free cash flow per oltre 2 miliardi a cui si aggiunge la nuova disciplina che prevede che il 75% del surplus conseguito in ciascun paese venga trasferito alla holding. "Questo ci permetterà di avere nella holding la liquidità sufficiente per remunerare gli azionisti", ha detto Greco.

Si accompagna un target di debt leverage ratio al 35% entro il 2015, livello che si intende mantenere anche in futuro (oggi è oltre 40% in linea con la media degli ultimi sette anni). Il gruppo ha oggi risorse sufficienti per ripagare, anziché rifinanziare, un terzo dei 2,25 miliardi di debito senior in scadenza al 2014.

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