November 13, 2013 / 1:42 PM / 4 years ago

PUNTO 3-Intesa, netto trim3 batte attese, dubbi mercato su asset quality

6 IN. DI LETTURA

* Cautela su dividendo, che resta priorità

* Banca non interessata a consolidamento italiano ed europeo

* In trimestre impairment su Telco per 28 milioni (Aggiorna con chiusura titolo)

di Gianluca Semeraro

MILANO, 13 novembre (Reuters) - Intesa Sanpaolo batte le attese con l'utile netto del terzo trimestre ma mostra cautela sul piano dei dividendi, la cui distribuzione resta una priorità per la banca ma è soggetta alle evoluzioni del contesto esterno e alle decisioni delle authority.

Il mercato storce peraltro un po' il naso sul trend dell'asset quality che non mostra quei segnali di miglioramento che invece sono stati letti nella trimestrale di UniCredit di due giorni fa.

"Nei primi nove mesi abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo posti, rispetto alle priorità individuate. Siamo fra le banche più solide e maggiormente capitalizzate al mondo", ha commentato il Ceo Carlo Messina, oggi alla sua prima uscita pubblica dopo che lo scorso settembre ha preso il posto di Enrico Cucchiani.

"La distribuzione dei dividendi continua a essere una priorità. Resta in ogni caso soggetta al contesto esterno e alle norme e provvedimenti delle autorità di controllo", ha però aggiunto. In occasione di precedenti trimestrali Intesa ha previsto una cedola 2013 almeno uguale a quella del 2012 (5 cent per azione) e finora ha accantonato 624 milioni, pari al 75% del monte totale di 832 milioni dello scorso anno.

Rispetto al suo predecessore Messina modifica poi il messaggio in merito a un possibile consolidamento europeo. "Non abbiamo assolutamente interesse a prendere parte a un consolidamento in Italia o in Europa", ha detto in conference call con gli analisti.

L'utile netto del terzo trimestre è stato di 218 milioni, in calo rispetto ai 414 milioni di un anno prima ma sopra i 197 milioni su cui convergevano le attese di sette analisti raccolte da Thomson Reuters I/B/E/S.

Titolo Estende Calo, Mercato Ha Dubbi Su Asset Quality

Il titolo ha esteso le perdite dopo i conti e ha chiuso con un calo del 2,32% a 1,73 euro dopo aver superato in seduta -4% con volumi nella norma e a fronte di uno stoxx europeo in calo dell'1,29% e di uno italiano che perde il 3,34%.

"Nel complesso un insieme di numeri non buono. Diversamente da UniCredit l'asset quality non migliora. Ci aspettiamo maggiore pulizia nel quarto trimestre", è la reazione a caldo di Mediobanca Securities.

"Anche se il conto economico si conferma solido, il principale dato negativo è legato all'asset quality", commenta un analista di un broker estero.

Nel trimestre le rettifiche nette su crediti sono state pari a 1,467 miliardi, valore che porta il totale da inizio anno a poco più di 4 miliardi con un incremento del 23,9% rispetto ai primi nove mesi 2012.

I crediti deteriorati si attestano a 30,8 miliardi con un incremento dell'8,2% rispetto a fine 2012. La copertura è salita al 44,5% nel terzo trimestre. Le sofferenze sono pari a 12,8 miliardi (11,2 miliardi a fine 2012) con un grado di copertura del 61% che sale al 123% se si considerano le garanzie reali e personali. I flussi lordi di nuovi crediti deteriorati sono stati pari nel trimestre a 3,7 miliardi, sostanzialmente stabili (3,6 miliardi nel secondo trimestre e 3,7 miliardi nel trim3 2012).

E' stato poi rafforzato il buffer di riserva sui crediti in bonis per 25 milioni a 2,413 miliardi, cuscinetto che consente a Intesa di essere pronta per "un esame della Bce molto severo", con riferimento alla prossima asset quality review.

Il costo del credito è parti a 154 punti base e per il resto del 2013 la banca prevede che resterà elevato.

PIANO IMPRESA A PRIMAVERA, GIA' APPROVATO PER BANCA TERRITORI

In attesa del piano d'impresa, il cui timing è confermato per la primavera 2014 e che sarà "onnicomprensivo", come spiegato da Messina, a luglio 2013 è stato già messo a punto un piano d'azione per il rilancio della divisione Banca dei Territori.

Intesa Sanpaolo punta a un numero complessivo di filiali di circa 3.800 entro giugno 2014. In particolare il piano prevede accorpamenti di circa 1.300 filiali, di cui 900 già realizzati e "una significativa riduzione" del numero delle banche locali dalle attuali 16.

Inoltre è prevista la riduzione a 2 da 7 delle società prodotto, attualmente operanti nel credito industriale, nel leasing e nel factoring.

Per ciò che riguarda le strutture centrali della divisione, è prevista la riduzione del numero di riporti diretti al responsabile di divisione da 22 a 6, (esclusi i sette direttori regionali).

Inoltre il ruolo dei direttori regionali si rafforza come direttori generali sul territorio con la riduzione delle funzioni di supporto da 300 circa a 100.

Ricavi in Calo Su Anno, Common Equity All'11,2%

In calo i ricavi: i proventi operativi netti, pur in progresso dell'1,5% su base trimestrale, mostrano una diminuzione su base annua del 6,7% a 4,15 miliardi; gli interessi netti superano di poco i 2 miliardi ma sono in calo del 12,3% rispetto a un anno prima. Le commissioni nette salgono dell'11,3% a 1,483 miliardi e il risultato di negoziazione è pari a 401 milioni (623 milioni un anno prima). Il cost income è al 49,8%.

Sulle attività finanziarie detenute sino a scadenza è stato registrato un saldo negativo di 35 milioni dovuto anche all'impairment di 28 milioni sulla partecipazione in Telco.

Dal punto di vista patrimoniale, il Core Tier 1 a fine settembre è al 12,1% sulla base di una stima di dividendo invariato rispetto al 2012. Il Common equity ratio secondo Basilea 3 a regime è pari all'11,2% con un potenziale fino all'11,5% se gli investimenti assicurativi verranno trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale (cosiddetto Danish Compromise).

Nel corso dei mesi di ottobre e novembre Intesa Sanpaolo ha rimborsato altri 3 miliardi di fondi Ltro, portando il residuo a 21 miliardi.

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