27 settembre 2013 / 15:54 / 4 anni fa

Banche,Barclays vede accantonamenti extra 5 mld per UniCredit e Intesa

MILANO, 27 settembre (Reuters) - Gli stress test e l'asset quality review di Eba e Bce in agenda il prossimo anno costringeranno le banche italiane a alzare il livello delle coperture su crediti problematici, ancora basso rispetto alle concorrenti europee.

Per le due principali banche italiane, Intesa Sanpaolo e UniCredit questo potrebbe comportare un aumento degli accantonamenti per complessivi 5 miliardi di euro circa, un ammontare gestibile ma che potrebbe pesare sui bilanci.

E' quanto stima Barclays in una ricerca sulle banche italiane.

"Con l'asset quality review incombente, le banche italiane sono sotto pressione, visto l'ammontare consistente delle sofferenze e i bassi livelli di copertura", dice Barclays ricordando anche le ispezioni della Banca d'Italia sul portafoglio crediti problematici condotta a partire dallo scorso autunno in venti istituti italiani che ha determinato una crescita del 13% delle coperture.

"Anche se i flussi netti dei non-performing loan hanno mostrato alcuni segnali di miglioramento, questi sono determinati principalmente da svalutazioni e deflussi piuttosto che da un vero progresso del portafoglio performing", spiega.

In questo contesto, e alla luce delle ultime mosse della Banca d'Italia, è pertanto probabile che nei prossimi mesi il livello di copertura possa aumentare ulteriormente, sostiene Barclays.

Rispetto alla media europea, infatti, il livello di copertura dei non performing loan delle banche italiane è sensibilmente inferiore, pari al 39% contro il 58%.

Barclays specifica che i dati non sono pienamente confrontabili a causa della disomogeneità delle definizioni di sofferenze e delle pratiche di accantonamenti a livello europeo.

Nel settore italiano, UniCredit e Intesa mostrano i livelli di copertura più alti della media essendo pari rispettivamente al 45% e al 48% sul portafoglio prestiti domestico rispetto ad una media del 43%.

Secondo l'analisi di Barclays, applicando lo stesso approccio utilizzato dalla Banca d'Italia all'attuale livello di crediti problematici delle due banche e a parità di condizioni, il fabbisogno aggiuntivo in termini di accantonamenti sarebbe pari a 2,3 miliardi di euro per Intesa e a 2,5 miliardi per UniCredit.

"A nostro avviso l'impatto sarebbe ancora gestibile, e rappresenta in media il 26% degli utili pre-accantonamenti".

A livello macro, a fronte di un clima di fiducia migliorato, gli analisti di Barclays vedono ancora importanti sfide che pesano sulle prospettive dell'economia italiana. Il principale rischio è rappresentato dall'instabilità politica che può ostacolare la capacità dell'Italia di affrontare i principali problemi.

Gli economisti dell'istituto continuano a prevedere una crescita del Pil piatta nel terzo trimestre e una ripresa nel quarto (+0,2% trimestre su trimestre).

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