19 settembre 2013 / 13:41 / tra 4 anni

Italcementi, situazione in Egitto non così difficile, mercato tiene - AD

MILANO, 19 settembre (Reuters) - La crisi politica in Egitto non sta avendo un impatto drammatico sulle attività di Italcementi nel paese, dove nel 2013 il gruppo bergamasco prevede un risultato economico in linea con il 2012, depurato dagli effetti della valuta.

E’ quanto hanno detto i vertici del gruppo nel corso della presentazione di un nuovo sistema di offerta al mercato del portafoglio prodotti denominato ‘i.nova’.

In Egitto “non c‘è stato un collasso, nè un crollo del mercato”, ha rassicurato l‘AD Carlo Pesenti che ha parlato di un mercato “ordinato”, nonostante il quadro generale di instabilità politica nel paese nordafricano e alcuni problemi legati all‘approvvigionamento di energia elettrica.

“La situazione non è così difficile come si potrebbe pensare. Da qualche settimana si è stabilizzata”, ha aggiunto.

Il direttore generale, Giovanni Ferrario, ha sottolineato che il mercato egiziano è in ripresa “in condizioni abbastanza solide” e che il gruppo è fiducioso di riuscire a contrastare la debolezza dei volumi e l‘aumento dei costi dei fattori energetici nel paese con un aumento dei prezzi.

Di conseguenza, spiega, “il risultato economico nel 2013 sarà uguale al 2012 in valuta locale”.

A causa dell‘alta esposizione sul mercato egiziano (18-20% circa sull‘Ebitda del gruppo) alcuni analisti e agenzie di rating hanno ridotto le loro valutazioni sottolineando, in particolare, tra i fattori di rischio il peggioramento dello scenario in Egitto che potrebbe impattare sui risultati operativi del secondo semestre come già emerso con i risultati dei primi sei mesi.

In generale, a livello globale di gruppo, Ferrario ha spiegato che nel secondo semestre fattori positivi endogeni legati alle azioni di efficientamento in corso, e dunque il recupero della redditività, prevarranno su alcuni elementi negativi legato alla mancata vendita delle quote do CO2 e all‘effetto cambi.

In particolare, in Italia il gruppo capitalizzerà i benefici delle ristrutturazioni e riorganizzazione dell‘attività produttiva a fronte di un andamento dei volumi in calo di oltre il 20%, ha detto il manager che vede inoltre segnali incoraggianti dai lavori legati alle grandi opere infrastrutturali.

“L‘Italia ha avuto un rallentamento importante sia per quando riguarda il cemento che il calcestruzzo. Tuttavia in questo momento bisogna guardare alla mappatura dei grandi lavori che è impressionante. E’ un segnale che stiamo raccogliendo positivamente e siamo in prima linea”, dice Ferrario.

Per quanto riguarda il 2014 “prevedere un cambiamento radicale è difficile”.

Il mercato è in fase di stabilizzazione all‘interno di un trend di domanda strutturalmente più debole.

“Questo cambio di marcia del mercato è un dato di fatto. Noi non abbiamo affrontato il problema come un fatto temporaneo ma ci siamo strutturati a livello di costi e di capacità produttiva per adeguarci al trend” conclude.

(Andrea Mandalà)

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