Mediobanca, incognita dividendo domani in Cda, patto verso snellimento 4-6%

lunedì 16 settembre 2013 16:21
 

MILANO, 16 settembre (Reuters) - Il patto di sindacato di Mediobanca si prepara a una nuova cura dimagrante, stimata tra il 4 e il 6%, con l'uscita, scontata, di Fondiaria-Sai e quella, probabile, di Generali .

Un punto della situazione sulle disdette eventualmente già arrivate verrà fatto domani quando si riunirà l'assemblea dei soci sindacati, anche per prendere visione dei conti dell'esercizio 2012-13.

Oggi il patto controlla il 42,03% di Mediobanca e scade il 31 dicembre 2013 con possibilità di disdetta anticipata almeno tre mesi prima. Per effetto dell'integrazione con Unipol e delle relative prescrizioni dell'Antitrust, Fonsai deve cedere la sua quota, pari al 3,83%, entro l'anno. Non è chiaro, tuttavia, se questa disdetta sia già sul tavolo del patto o debba essere ancora formalizzata.

"Il processo di dismissione non dovrebbe cominciare prima di un mese", dice poi a questo proposito una fonte vicina alla situazione.

La stima del dimagrimento del patto oscilla dunque tra il 4 e il 6%, con un approdo a circa il 36-38%, spiega una seconda fonte.

Per ciò che riguarda Generali, ufficialmente la compagnia triestina si limita a osservare che "nessuna decisione è stata ancora presa" ma, per una terza fonte, "la disdetta è probabile".

Il Ceo Mario Greco, d'altronde, ha più volte detto che la compagnia sarebbe uscita dai patti di sindacato delle società che non avevano aderenza con il core business. Non sfruttare questa finestra di settembre significherebbe rinnovare l'adesione al patto Mediobanca per altri due anni. E' presumibile che la compagnia si prenderà tutto il tempo utile - e quindi fino a fine settembre - prima di ufficializzare una decisione, spiega la fonte.

Altri cambiamenti importanti non dovrebbero profilarsi all'orizzonte, salvo qualche possibile limatura da parte di piccoli azionisti con quote frazionali del gruppo B.

Nel gruppo C, invece, al momento non risulta l'intenzione di uscire dal patto da parte della compagnia assicurativa francese Groupama, titolare del 4,93%. Tuttavia - osserva la prima fonte - un'eventuale uscita sarebbe assorbita all'interno del gruppo senza mutare gli equilibri generali della geografia dell'intero accordo. "Se Groupama vorrà uscire faremo valere il diritto di prelazione, in base alle regole del patto, e acquisteremo o faremo acquistare la quota", ha detto peraltro in più occasioni Vincent Bolloré.   Continua...