16 settembre 2013 / 14:26 / 4 anni fa

Mediobanca, incognita dividendo domani in Cda, patto verso snellimento 4-6%

MILANO, 16 settembre (Reuters) - Il patto di sindacato di Mediobanca si prepara a una nuova cura dimagrante, stimata tra il 4 e il 6%, con l'uscita, scontata, di Fondiaria-Sai e quella, probabile, di Generali .

Un punto della situazione sulle disdette eventualmente già arrivate verrà fatto domani quando si riunirà l'assemblea dei soci sindacati, anche per prendere visione dei conti dell'esercizio 2012-13.

Oggi il patto controlla il 42,03% di Mediobanca e scade il 31 dicembre 2013 con possibilità di disdetta anticipata almeno tre mesi prima. Per effetto dell'integrazione con Unipol e delle relative prescrizioni dell'Antitrust, Fonsai deve cedere la sua quota, pari al 3,83%, entro l'anno. Non è chiaro, tuttavia, se questa disdetta sia già sul tavolo del patto o debba essere ancora formalizzata.

"Il processo di dismissione non dovrebbe cominciare prima di un mese", dice poi a questo proposito una fonte vicina alla situazione.

La stima del dimagrimento del patto oscilla dunque tra il 4 e il 6%, con un approdo a circa il 36-38%, spiega una seconda fonte.

Per ciò che riguarda Generali, ufficialmente la compagnia triestina si limita a osservare che "nessuna decisione è stata ancora presa" ma, per una terza fonte, "la disdetta è probabile".

Il Ceo Mario Greco, d'altronde, ha più volte detto che la compagnia sarebbe uscita dai patti di sindacato delle società che non avevano aderenza con il core business. Non sfruttare questa finestra di settembre significherebbe rinnovare l'adesione al patto Mediobanca per altri due anni. E' presumibile che la compagnia si prenderà tutto il tempo utile - e quindi fino a fine settembre - prima di ufficializzare una decisione, spiega la fonte.

Altri cambiamenti importanti non dovrebbero profilarsi all'orizzonte, salvo qualche possibile limatura da parte di piccoli azionisti con quote frazionali del gruppo B.

Nel gruppo C, invece, al momento non risulta l'intenzione di uscire dal patto da parte della compagnia assicurativa francese Groupama, titolare del 4,93%. Tuttavia - osserva la prima fonte - un'eventuale uscita sarebbe assorbita all'interno del gruppo senza mutare gli equilibri generali della geografia dell'intero accordo. "Se Groupama vorrà uscire faremo valere il diritto di prelazione, in base alle regole del patto, e acquisteremo o faremo acquistare la quota", ha detto peraltro in più occasioni Vincent Bolloré.

CON ROSSO 200 MLN INCOGNITA DIVIDENDO, ESCLUSO DA ANALISTI

Per ciò che riguarda i conti, che domani saranno sottoposti in mattinata all'approvazione del Cda, in occasione della presentazione del piano industriale, Mediobanca ha preannunciato una perdita intorno ai 200 milioni per effetto della decisione di portare a valore di mercato tutte le partecipazioni, eccetto Generali, come segnale di rottura rispetto all'epoca del 'salotto buono' e di una maggiore e pressoché esclusiva concentrazione sul core business.

L'incognita da sciogliere riguarda l'eventuale distribuzione di un dividendo. Il Ceo Alberto Nagel durante la presentazione del piano lo scorso giugno non aveva chiuso completamente la porta, rimandando la decisione a settembre e dichiarando che "il dividendo è in funzione dei capital ratio". "E' presto per dire se lo pagheremo. La discussione andrà fatta a settembre con il board", aveva aggiunto.

Tuttavia gli analisti escludono che possa esserci una cedola.

Sull'esercizio 2011-12 Mediobanca aveva distribuito un dividendo di 5 cent su un utile di 80,9 milioni.

I primi nove mesi dell'esercizio 2012-13 di Mediobanca si erano chiusi con un utile netto di 37,2 milioni di euro dopo un terzo trimestre penalizzato dalle svalutazioni effettuate nel trimestre precedente da Generali.

DOMANI POSSIBILE UPDATE SU PARTECIPAZIONI, LIMATA QUOTA RCS

Non è escluso che nelle riunioni di domani venga fatto un punto sullo stato dell'arte delle diverse partecipazioni in portafoglio, in primis quella in Telco, la holding prima azionista di Telecom Italia. Settembre è il mese utile per disdettare il patto Telco e Mediobanca non ha fatto mistero di volerne uscire.

Telecom Italia è peraltro di fronte a scelte strategiche importanti per il suo futuro. Il Cda previsto per il 19 settembre per la presentazione delle opzioni relative all'assetto futuro del gruppo non ci sarà, mentre una riunione del board dovrebbe tenersi il 3 ottobre.

Telefonica sta valutando un'offerta per i soci italiani della holding Telco senza però aumentare il suo debito, ma nei giorni scorsi anche l'imprenditore egiziano Naguib Sawiris non ha nascosto un interesse per Telecom Italia ma ha dichiarato che potrebbe non avanzare alcuna proposta vista la preferenza che il governo italiano accorderebbe agli spagnoli.

Come possibili pretendenti di Telecom sono stati indicati anche AT&T e America Movil del miliardario messicano Carlos Slim, che ha però smentito.

Entro fine ottobre si può decidere se lasciare il patto di Rcs. Venerdì scorso Mediobanca ha limato la sua partecipazione nel gruppo editoriale, vendendo una porzione non vincolata al patto e scendendo al 14,997% dal 15,452%.

(Gianluca Semeraro)

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below