Carige, rafforzamento 800 mln può non essere sufficiente -Bankitalia

martedì 10 settembre 2013 17:24
 

MILANO, 10 settembre (Reuters) - Il previsto piano di rafforzamento patrimoniale da 800 milioni di Banca Carige rischia di non essere sufficiente alla luce dello sfavorevole contesto economico e della insoddisfacente situazione tecnica e di governance dell'istituto.

E' quanto si legge nella relazione della Banca d'Italia dopo l'ispezione conclusa a fine luglio scorso.

La Vigilanza conferma la necessità per l'istituto ligure di attuare le "misure volte ad assicurare il raggiungimento, nei tempi previsti, del richiesto rafforzamento patrimoniale (800 mln euro), che rischia però, in prospettiva, di non essere risolutivo stanti l'avverso contesto e l'insoddisfacente situazione tecnica e di governo".

Tra i profili di conformità del governo aziendale la Banca d'Italia rileva inoltre che Banca Carige ha cercato di "mantenere l'equilibrio economico ricorrendo anche a soluzioni opportunistiche" e ad "accorgimenti contabili e valutativi" sul bilancio 2012 grazie ai quali l'istituto è riuscito ad raggiungere gli obiettivi previsti "nonostante il peggioramento di variabili-chiave dell'attività caratteristica".

Tra queste accorgimenti, cita "il rinvio in extremis al 2013 della valutazione al fair value delle emissioni".

In tema di derivati Bankitalia sottolinea, in linea con le indiscrezioni odierne de La Stampa, che "sono state prese, senza compiute valutazioni, cospicue posizioni a leva su titoli di Stato" italiani per quasi 7 miliardi, anche inflation linked e/o con elevata vita residua.

Carige in questa attività ha trascurato "oneri e rischi connessi alle necessità di rifinanziamento e all'ampio utilizzo di derivati di 'copertura'" a partire dall'impatto della collateralizzazione. In particolare vi sono stati assorbimenti di margini a garanzia pari a 1,1 miliardi di euro a giugno scorso, e vi è stato l'immobilizzo di investimenti gravati da riserve negative per 0,5 miliardi di euro dopo picchi superiori al miliardo.

Dal luglio 2011, scrivono gli ispettori di Bankitalia, l'esposizione ha portato al superamento dei limiti del Var (Valore a rischio).

Carige inoltre non ha prezzato in linea con il mercato gli strumenti over the counter e non ha diversificato le esposizioni con il risultato che Deutsche Bank ha assunto la 'dimensione di grande rischio' a causa della crescita dei collaterali.   Continua...