PUNTO 1-Banche Italia, nuovo massimo sofferenze a luglio, ancora calo prestiti

lunedì 9 settembre 2013 12:22
 

(aggiunge dettagli, background)

MILANO, 9 settembre (Reuters) - In luglio le sofferenze bancarie in Italia hanno mostrato di nuovo un'accelerazione dopo che nel mese precedente sembravano aver imboccato un'inversione di tendenza. Resta elevata - sugli stessi livelli di giugno - la contrazione dei prestiti al settore privato e in particolare alle imprese.

È quanto emerge dal comunicato odierno di Bankitalia sui principali indicatori bancari contenuti nel Supplemento al Bollettino Statistico 'Moneta e banche', relativo al mese di luglio.

Secondo i dati di Banca d'Italia il tasso di crescita sui 12 mesi delle sofferenze bancarie è risultato pari al 22,2% a 139,784 miliardi, in aumento rispetto al 21,9% (rivisto) di giugno (138,072 miliardi) - nuovo massimo dall'inizio della serie di rilevazioni nel 1998.

Bankitalia nel suo Bollettino mensile di luglio aveva già sottolineato che le sofferenze bancarie sono destinate a salire ancora nella parte rimanete del 2013, pur sottolineando che - a fronte di ciò - l'assetto patrimoniale delle banche, rafforzatosi nel 2012, rimane tuttavia nel complesso solido .

La crescita delle sofferenze era stata superiore al 30% dalla fine del 2010 fino al primo trimestre del 2011 - dice un economista - per poi scendere verso valori di +27-28% fino alla metà del 2011.

In un comunicato di sabato l'Abi ha detto che tra circa un mese si potrà contare sul testo con cui l'Eba, la European banking Authority, farà chiarezza sui crediti deteriorati (non performing). L'Eba infatti sta lavorando ad una definizione unica in Europa su crediti deteriorati e sofferenze con la prospettiva di regole più stringenti rispetto a paesi che lasciano ampi margini di discrezionalità. Ciò è in linea con le regole e la prassi seguiti in Italia, dove la Banca d'Italia ha sempre avuto un orientamento di grande rigore, ha detto l'Abi.

I depositi bancari del settore privato hanno mostrato in luglio una crescita del 5,9% a 594,343 miliardi, poco distante dal +6,0% di giugno (605,88 miliardi).

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