4 giugno 2013 / 12:17 / 4 anni fa

PUNTO 3 - Indesit presenta piano su Italia, 1.425 esuberi

(riscrive e aggiunge dichiarazioni sindacalisti, sciopero)

MILANO, 4 giugno (Reuters) - La Indesit ha presentato ai sindacati un piano di razionalizzazione dell'assetto della società in Italia che comporta oltre 1.400 esuberi su 4.300 dipendenti e prevede, tra le altre cose, investimenti per 70 milioni nel triennio 2014-16.

Secondo Fiom e Cisl si tratta di 1.425 esuberi, che il gruppo di elettrodomestici di Fabriano ha annunciato oggi ai sindacati nel corso di un incontro a Roma, mentre Indesit in una nota sottolinea che si cercheranno soluzioni a sostegno dell'occupazione dei dipendenti coinvolti attraverso gli ammortizzatori sociali.

Il piano - informa la nota Indesit - ribadisce la "centralità strategica" dell'Italia e prevede il consolidamento del ruolo del paese come "motore strategico sul fronte delle competenze e della ricerca e sviluppo".

Secondo il comunicato sono coinvolti nella riorganizzazione dell'assetto italiano oltre 1.400 persone, tra dirigenti (25), impiegati delle sedi centrali (150) e operai e impiegati di fabrica (1.250). "Il dialogo con le parti sociali è finalizzato all'individuazione di ogni soluzione possibile e sostenibile a sostegno dell'occupazione dei dipendenti coinvolti, attraverso un adeguato utilizzo degli ammortizzatori sociali", dice la nota.

Sarà ridisegnata la missione strategica dei tre poli industriali italiani con Fabriano che diventa 'driver' per l'innovazione per i forni da incasso e Comunanza che sarà il driver per quella delle lavabiancheria. Caserta, invece, sarà dedicata alla produzione di frigoriferi e di piani cottura a gas da incasso destinati principalmente ai mercati ad alto valore aggiunto dell'Italia e dei paesi dell'Europa Occidentale.

Previsto, infine, lo snellimento delle direzioni centrali per rendere i processi più rapidi, efficaci e con costi adeguati.

PER SINDACATI 1.425 ESUBERI

"Questo piano ha conseguenze gravissime sui livelli occupazionali; sono 1.425 gli esuberi dichiarati che si aggiungono agli oltre 330 esuberi oggi ancora presenti in Indesit in conseguenza della riorganizzazione effettuata nel 2010 e nel 2012 e che ha interessato gli stabilimenti di Brembate Refrontolo e None", si legge in una nota Fiom.

Alessandro Pagano, coordinatore nazionale della Fiom per Indesit, sottolinea che l'utilizzo di ammortizzatori sociali non è sufficiente.

"Ci devono essere le condizioni perché i lavoratori ne escano e quello che ci hanno proposto è un progetto di delocalizzazione industriale", spiega Pagano a Reuters. "Un piano industriale non può essere pensato sugli ammortizzatori, ma sugli investimenti e sul prodotto", aggiunge.

Dello stesso tenore le dichiarazioni della segretaria nazionale della Fim Cisl Anna Trovò in una nota diffusa prima dell'incontro pomeridiano tra le organizzazioni sindacali nazionali e i vertici aziendali. "Al Cai, Indesit ha annunciato di avere una sofferenza produttiva e finanziaria con un calo di vendite da cui ne consegue un pesante piano di riorganizzazione che prevede oltre che investimenti in Italia per circa 70 milioni di euro (nelle tre aree produttive di Fabriano comunanza, Ascoli e Caserta) e allocazioni alternative negli stabilimenti italiani e in quelli all'estero vicini ai mercati di sbocco in crescita, la dichiarazione di 1.425 esuberi".

"Una enormità", osserva Trovò, "se pensiamo che complessivamente il gruppo conta in Italia circa 4.300 dipendenti. Questo significa, sottolinea la segretaria Fim, "un forte ridimensionamento della presenza in Italia del gruppo e quindi un ridimensionamento della produzione complessiva dell'elettrodomestico in Italia. Il rischio serio è che un pezzo importante dell'industria manifatturiera italiana e del 'made in Italy' lasci definitivamente il Paese".

Per questo, secondo Trovò, il problema Indesit va affrontato all'interno di una strategia nazionale di rilancio e sostegno della produzione di elettrodomestici in Italia.

"Il piano di Indesit delocalizza alcune produzioni, riorganizza gli stabilimenti in Italia e ne chiude due, determinando un minor numero di occupati", riassume così il piano a Reuters la sindacalista, sottolineando che gli ammortizzatori sono strumenti "a tempo".

La Trovò spiega quindi che saranno convocate assemblee in tutte le fabbriche e che sono state indette 4 ore di sciopero che saranno gestite da ciascuno stabilimento.

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