30 gennaio 2013 / 12:57 / 5 anni fa

PUNTO2 - Saipem crolla in Borsa dopo profit warning, Consob accende un faro

* Raffica di downgrade dopo revisione stime

* Cfo Eni: "Impatto intorno a 200 mln su conti 2013"

* Avviati accertamenti su collocamento a ridosso annuncio revisione stime

* Nervosismo fra investitori che hanno comprato le azioni in collocamento (Aggiunge dettagli, chiusura titoli)

di Giancarlo Navach

MILANO, 30 gennaio (Reuters) - Giornata drammatica per Saipem oggi a Piazza Affari dopo il profit warning ieri sera. Il titolo ha perso il 34,3% a 20,01 euro, un terzo del suo valore, tornando sui livelli di metà 2009. Bruciati 4,6 miliardi di euro di capitalizzazione in un solo giorno, mentre è passato di mano l'11,7% del capitale; quota che raddoppia se si guarda solo al flottante senza la quota Eni (43%), in pratica è come se un investitore su cinque avesse venduto azioni della società.

Tutto questo mentre scoppia il giallo del collocamento lunedì sera di un grosso pacchetto di titoli Saipem, pari al 2,3% del capitale curato da Bank of America Merrill Lynch, ventiquattro ore prima dell'allarme profitti. Consob ha acceso un faro.

Il crollo di Saipem ha trascinato all'ingiù anche Eni che ha lasciato sul terreno il 4,71% a 18,40 euro. A poco è servita la precisazione del direttore finanziario Massimo Mondazzi secondo cui "l'impatto per gli azionisti Eni di quanto comunicato ieri da Saipem sarà nel 2013 di circa 200 milioni di euro, circa il 3% dell'ultimo utile annuale pubblicato da Eni".

L'allarme sui profitti 2012 e 2013 lanciato ieri sera dall'AD Umberto Vergine - a poco meno di due mesi dal suo insediamento al posto di Pietro Franco Tali, indagato dalla Procura di Milano nell'ambito di un'inchiesta su alcuni contratti in Algeria - ha colto di sorpresa i mercati che oggi hanno reagito molto male. Ieri sera, durante una non facile conference call con gli analisti, Vergine ha cercato di spiegare i motivi alla base di questa revisione, sottolineando soprattutto che non nasconde "buchi neri", ma è una esatta rappresentazione dell'andamento del business della società di ingegneristica e delle sue prospettive.

Numerosi i downgrade dei broker che, alla luce della nuove stime - Ebit 2013 sostanzialmente dimezzato rispetto a quello del 2012 a 750 milioni così come l'utile netto a 450 milioni - hanno rivisto i prezzi obiettivo sul titolo. A partire dalla stessa Bank of America Merrill Lynch, che a un giorno dal collocamento delle azioni, ha portato il prezzo obiettivo a 23 euro.

Molto duri i commenti che si leggono sui report: "A stupire è stata la magnitudine del calo della profittabilità attesa per il 2013 e della revisione delle guidance 2012 circa tre mesi dopo averle confermate. Nonostante la società sia confident in una ripresa della crescita dei margini già nel 2014, non pensiamo che gli investitori torneranno a considerare Saipem un investimento remunerativo nel breve-medio periodo", si legge in un report di Icbpi che ha tagliato il prezzo obiettivo a 21 euro da 44 euro precedente.

Mediobanca - che già in un report dello scorso 15 gennaio evidenziava una situazione di "limbo" per il gruppo dopo l'avvio dell'indagine da parte della Procura di Milano su alcuni contratti in Algeria - ha ridotto l'obiettivo di capitalizzazione del gruppo a 8,4 miliardi o 19 euro per azione dal precedente target di 29,7 euro. Secondo il report, "oltre al trend shock sulla redditività vediamo rischi sulla reputazione e per gli investitori".

Banca Akros - in uno studio dal titolo "Profit warning, vi ricordate di Pearl Harbor?" - sottolinea che "si tratta di una revisione imponente delle nostre stime e del consensus inattesa e non prevedibile di questa grandezza. Di conseguenza abbiamo rivisto le nostre stime e il target price da 35 euro a 20 euro per azione".

Fra i broker internazionali, Credit Suisse ha portato il prezzo obiettivo a 20 da 35 euro, Deutsche Bank a 21 da 35 euro.

LUNEDI' COLLOCATO 2,3% CAPITALE A 30,65 EURO

Eppure lunedì sera, a sole ventiquattro ore dall'annuncio, Bank of America Merril Lynch, come riportato da alcuni trader, è riuscita a collocare, per conto di un investitore istituzionale, 9,97 milioni di azioni a 30,65 euro per azione circa, il 2,3% del capitale. Nesun commento da parte della banca Usa.

Chi ha comprato è evidentemente rimasto con il cerino in mano, visto il crollo del titolo subito dopo, diverso invece l'umore di chi ha venduto i titoli a quel prezzo. Palpabile il nervosismo degli investitori. "Quello che è successo dà molto fastidio soprattutto per chi ha comprato i titoli nel collocamento e li ha visti crollare il giorno dopo", sottolinea un trader. Consob ha avviato accertamenti sul collocamento, oltre al normale monitoraggio che scatta ogni volta che un titolo registra un andamento anomalo.

Chi ha venduto i titoli?. Oggi il fondo Fidelity, indicato ieri dai trader come possibile venditore, si è chiamato fuori. Il fondo, secondo gli aggiornamenti Consob, è l'unico azionista oltre Eni ad avere una quota superiore al 2% del capitale e precisamente il 2,64%.

- ha collaborato Steve Jewkes Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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