2 gennaio 2013 / 18:03 / 5 anni fa

PUNTO 1- Auto Italia, in 2012 vendite a 1,4 mln, si torna a 1979

(Riscrive, aggiunge dettagku da note Unrae, Federauto, Centro Studi Promotor)

MILANO/TORINO, 2 gennaio (Reuters) - Il mercato dell‘auto in Italia chiude il 2012 con poco più di 1,4 milioni di immatricolazioni, in calo del 19,9%, tornando ai livelli visti nel 1979.

Il solo mese di dicembre ha registrato un calo delle immatricolazioni del 22,5% a 86.735 unità, dice una nota del ministero dei Trasporti.

Nè si prevedono recuperi per l‘annop appena iniziato. Secondo Federauto la situazione “fa prevedere, per il 2013, un mercato vicino a 1.330.000 unità”.

Il gruppo Fiat, con i marchi Fiat, Lancia, Alfa Romeo e Chrysler/Jeep/Dodge, ha segnato a dicembre un calo delle immatricolazioni del 20,2% per 25.385 unità, chiudendo l‘anno con un bilancio di 414.925 auto immatricolate e con un decremento sul 2011 del 19,4%.

Il gruppo ha però consolidato la sua quota di mercato, come sottolinea una nota della casa torinese. Su dicembre la quota di mercato è migliorata di 0,85 punti rispetto a un anno prima, attestandosi al 29,3%. Sull‘intero 2012 la quota di mercato è del 29,6% con un miglioramento di 0,2 punti.

E nel difficile 2012 il gruppo Fiat ha collocato quattro vetture del gruppo - Panda, Punto, Ypsilon e 500 - ai primi quattro posti nella classifica delle auto piu vendute dell‘anno. .

Anche gli ordini di auto nuove sono in calo, secondo i dati raccolti da Unrae. A dicembre la raccolta ordini si è fermata sotto le 100.000 prenotazioni con un calo del 26,5%. Il bilancio dell‘intero 2012 vede una flessione del 21% a circa 1,37 milioni di vetture.

Non va meglio al mercato dell‘usato: a dicembre i trasferimenti di proprietà hanno registrato una variazione negativa annua del 16,08%. Il bilancio dell‘intero 2012 vede un calo del 9,75%.

APPELLI A PROSSIMO ESECUTIVO DA ASSOCIAZIONI CATEGORIA

Le associazioni di categoria rivolgono appelli all‘esecutivo che verrà eletto con le politiche del 24-25 febbraio prossimo per il rilancio del settore.

Nel 2012 “a causa delle mancate immatricolazioni si saranno persi 2,3 miliardi di euro di Iva rispetto all‘andamento medio del mercato delle nuove immatricolazioni, a cui si aggiungono circa 95 milioni di euro di minor incasso IPT (imposta provinciale di Trascrizione), rispetto ai volumi dello scorso anno”, si legge nella nota Unrae.

“I bisogni della filiera in termini di redditività, di mantenimento dei livelli occupazionali e le opportunità di gettito fiscale da parte dello Stato andranno viste in ottica di sinergia e come priorità per l‘Esecutivo che guiderà il Paese dopo le elezioni. Se questo avverrà, potremo guardare con un po’ più di ottimismo alla prossima primavera”, conclude la nota dell‘associazione dei produttori esteri.

Federauto, invece, “confida che il prossimo Governo, di qualunque colore esso sia, prenda coscienza della grave crisi che attanaglia il settore e ponga in essere delle misure idonee. Il Paese, dopo tasse, tasse, e ancora tasse, ha bisogno di misure vere e condivise per il rilancio dell‘economia e della competitività sui mercati mondiali, senza dimenticare il fondamentale ‘consumo interno’, che pesa per l‘80% del Pil”.

“Se il risultato che uscirà dalle urne sarà tale da rassicurare, non solo i mercati finanziari, ma anche i consumatori, si può ipotizzare che il conseguente recupero di fiducia potrebbe determinare a partire da aprile-maggio una inversione di tendenza per la domanda di autovetture, che potrebbe ridurre la maggior penalizzazione del mercato auto rispetto al resto dell‘economia reale”, si legge in un comunicato del Centro Studi Promotor. “Certo perchè questo avvenga occorrerà anche l‘annuncio di una politica economica meno punitiva per l‘auto e per gli automobilisti”, conclude la nota.

- ha collaborato Gianni Montani

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