November 20, 2012 / 6:33 PM / 5 years ago

Mediobanca, Cda avvia lavori piano, non parla di partecipazioni-fonti

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di Gianluca Semeraro

MILANO, 20 novembre (Reuters) - Il Cda di Mediobanca ha avviato nella riunione odierna i lavori per il piano industriale che vedrà la luce entro l'estate e si baserà su un maggiore controllo dei rischi, una stabilizzazione dei ricavi delle attività che richiedono minor impiego di capitale e un rafforzamento della presenza all'estero.

Nella riunione, durata circa tre ore, non è stato toccato il tema relativo alle partecipazioni azionarie ma si è discusso unicamente dell'attività bancaria, considerata il core business del gruppo, come riferiscono fonti vicine al consiglio.

"Non sarà un piano quinquennale di stile sovietico perché sarebbe imprudente di questi tempi", spiega una delle fonti.

"E' stato un primo incontro per porre le basi sulla parte 'banking' tenendo conto del contesto attuale. L'Ad Alberto Nagel ha fatto una fotografia di come è Mediobanca oggi, al fine di rafforzare il modello di business tenendo sotto controllo costi e rischi", racconta una seconda fonte.

"Si è parlato - aggiunge - solo di 'banking' che è il core business e non di partecipazioni".

"C'è stata una discussione bella e articolata", dice poi una terza fonte che parla di "analisi profonda del business bancario nello scenario attuale".

La riunione viene definita "positiva e proficua" e un aggiornamento delle riflessioni in corso ci sarà in un prossimo consiglio che si terrà intorno a febbraio-marzo e non in quello già in agenda a dicembre che sarà invece dedicato al preconsuntivo.

Per ciò che riguarda l'estero, l'obiettivo è "rafforzare le sedi già esistenti per far fronte al difficile contesto economico", ma l'analisi è a 360 gradi e si dovrà anche ripensare ai progetti relativi ad esempio al Nord Africa, poi accantonati a causa dei disordini recenti di quei paesi, per i quali al momento "è tutto fermo", spiega una delle fonti.

Nella riunione è stata ribadita l'importanza di CheBanca!, il braccio retail del gruppo, che rappresenta "il 20% della raccolta del gruppo" e senza la quale "il retail non sarebbe così profittevole".

Il piano sarà modulato in base agli sviluppi del contesto macroeconomico e dello scenario regolamentare, in particolare Basilea 3, ma non può ignorare anche gli sviluppi sul piano politico del Paese.

"Non sappiamo come andranno le elezioni, ma neppure chi sarà candidato", fa notare infatti una delle fonti.

Sullo sfondo resta il tema relativo alle partecipazioni: su Telecom Italia si sta giocando una partita importante con l'offerta dell'imprenditore egiziano Naguib Sawiris e lo scorporo della rete, temi che saranno affrontati nel Cda della compagnia del 6 dicembre. Oggi l'argomento non è stato sfiorato in consiglio.

Basilea 3 potrebbe poi costringere Mediobanca a ridurre la sua partecipazione in Generali al 10% dal 13% attuale. Tuttavia - come spiegato recentemente da fonti vicine alla situazione - "è una questione che ha tante variabili".

"Se con la generazione organica di capitale e la riduzione dei 'risk weighted asset' Mediobanca riesce a colmare il gap potrebbe non cedere nulla". "D'altronde la quota in Generali è quella che dà il maggior contributo al bilancio Mediobanca in termini di eps, quindi occorrerà valutare costi e benefici".

Un alleggerimento dell'equity in portafoglio è comunque uno degli obiettivi da sempre dichiarati dagli attuali vertici di Mediobanca in un'ottica di maggiore focalizzazione sul core business.

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