November 8, 2012 / 3:33 PM / 5 years ago

PUNTO 1 - Mediobanca, Bolloré elemento stabilità patto, sostegno a vertici

3 IN. DI LETTURA

(Riscrive accorpando pezzi, aggiungendo dichiarazioni Bolloré)

di Gianluca Semeraro

MILANO, 8 novembre (Reuters) - Vincent Bolloré si ritiene elemento di stabilizzazione del patto di sindacato di Mediobanca e, in caso di uscita di Groupama, eserciterà la prelazione acquistandola in proprio o individuando un acquirente a lui gradito.

Lo ha detto lo stesso Bolloré, lasciando la sede di Piazzetta Cuccia dove in mattinata ha incontrato il presidente Renato Pagliaro e l'AD Alberto Nagel prima di recarsi al Cda di Generali, di cui è vicepresidente, sui conti del terzo trimestre.

"Sono molto contento dei miei investimenti in Italia che sono sul lungo termine. Lo vedrete fino al 2022 quando compirò 70 anni e mi ritirerò", ha spiegato Bolloré.

"Siamo noi (soci esteri del gruppo C) che assicuriamo una parte della stabilità del patto con il nostro 11%. Se Groupama vorrà uscire faremo valere il diritto di prelazione, in base alle regole del patto, e acquisteremo o faremo acquistare" la quota, ha aggiunto.

Il patto di sindacato di Mediobanca scade a fine 2013 con possibilità di disdetta anticipata almeno tre mesi prima. Bolloré, è capofila del gruppo C che raggruppa i soci esteri, con il 6% detenuto tramite Financiere du Perguet, mentre Groupama ha il 4,93%.

L'imprenditore francese si è poi speso in parole di elogio per i vertici di Mediobanca, augurandosi una loro permanenza per lungo tempo e assicurando il suo sostegno in questa direzione.

"Penso che Nagel e Pagliaro siano dirigenti di grandissima qualità, spero che restino per molti anni e li sosterrò per molti anni", ha detto.

Parole di elogio per Nagel anche da parte di un altro socio importante di Piazzetta Cuccia. In un'intervista con Reuters, Ennio Doris, AD di Mediolanum lo ha definito "un manager molto in gamba e all'altezza del suo ruolo" escludendo che nell'azionariato ci sia malcontento nei suoi riguardi.

La posizione di Nagel si era fatta difficile quando è risultato indagato dalla Procura di Milano per ostacolo all'attività di vigilanza in relazione alla vicenda Unipol-Fonsai e alla sigla di una presunta bozza di accordo con la famiglia Ligresti.

Il banchiere ha illustrato la sua posizione in un Cda del 5 settembre al termine del quale il consiglio ha espresso "piena fiducia" sull'esito delle indagini.

- Ha collaborato Maria Pia Quaglia

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