30 ottobre 2012 / 08:28 / 5 anni fa

PUNTO 2-Eni, utili in crescita con dismissioni, Libia traina produzione

(Aggiunge dettagli, dichiarazioni manager, analisti)

* Utile netto adjusted sopra attese analisti

* Produzione balza 16% su ritorno normalità in Libia

* Gas&Power aumenta rosso operativo, peggiora anche Chimica

* Titolo balza +1,7%, per analisti aiuta tax rate più basso

di Giancarlo Navach

MILANO, 30 ottobre (Reuters) - Le plusvalenze per 1,15 miliardi derivanti dalla cessione del 5% di Galp Energia e la rivalutazione della quota intorno al 20% mantenuta in Snam post cessione della maggioranza a Cdp consentono a Eni di chiudere il terzo trimestre con risultati in decisa crescita, ben sopra le attese degli analisti.

Ad aiutare i conti anche una tassazione più favorevole nel trimestre.

La produzione di idrocarburi balza del 16%, grazie al ritorno alla normalità delle attività in Libia, mentre aumenta il rosso del settore Gas & Power a seguito della maggiore pressione sui margini dell‘attività mercato.

Nel terzo trimestre 2012, la major italiana registra un utile netto adjusted (senza le componenti straordinarie) da continuing operations - che non include più il contributo delle attività di Snam - di 1,78 miliardi di euro in crescita del 3,1% rispetto allo stesso periodo 2011 (5,61 miliardi nei nove mesi), mentre l‘utile operativo adjusted sempre da continuing operations si attesta a 4,36 miliardi in salita del 2,2%.

Un sondaggio Reuters indicava un media di utile netto adjusted di 1,618 miliardi di euro.

“Nel terzo trimestre Eni ha conseguito ottimi risultati grazie alla crescita della produzione, sostenuta dal continuo miglioramento delle attività in Libia. Nei settori del gas, della raffinazione e della chimica abbiamo contenuto l‘impatto di uno scenario europeo ancora difficile”, ha sottolineato l‘AD Paolo Scaroni nel comunicato sui risultati. “La dismissione delle quote in Snam e Galp rafforza la nostra struttura finanziaria, garantendoci la solidità necessaria per perseguire le eccellenti prospettive di crescita del nostro portafoglio di progetti di sviluppo e dei nostri eccezionali successi”, conclude il manager.

Nel corso di una conference call con gli analisti, il Cfo, Alessandro Bernini, ha confremato l‘intenzione di monetizzare le partecipazioni residue detenute in Galp (28,3%) e Snam (20%): “La situazione finanziaria di Eni è migliorata drasticamente con la dismissione delle quote in Snam. Ora non abbiamo nessuna fretta di monetizzare le restanti partecipazioni in Snam e Galp”.

Andando nel dettaglio a fare da traino ai conti del gruppo, il settore Exploration and production, grazie alla crescita a due cifre della produzione di idrocarburi che si attesta nel trimestre a 1,718 milioni di barili al giorno. Oltre alla Libia, hanno contribuito alla crescita gli avvii e l‘entrata a regime di altri giacimenti in particolare in Australia e Russia e le maggiori produzioni in Iraq.

Il Gas & Power registra un incremento delle vendite di gas dell‘8,5% nel trimestre grazie alla crescita registrata nei mercati europei, mentre in Italia scendono del 5,2% a causa della crisi nel settore termoelettrico. Peggiora il rosso operativo divisionale che aumenta del 55% a 304 milioni rispetto allo stesso trimestre 2011. Pesano sul settore, spiega il gruppo, gli effetti negativi di alcune revisioni ai prezzi di fornitura del gas a clienti a lungo termine a seguito di lodi arbitrali. “Entro l‘anno Eni dovrà fare dei pagamenti legati ai contratti a lungo termine, ma è difficile fare una stima adesso”, ha spiegato Bernini.

Migliora nel trimestre il Refining and marketing, grazie alla ripresa dei margini di raffinazione, chiudendo con un nero operativo di 51 milioni, mentre peggiora il rosso della petrolchimica.

Il titolo sta reagendo bene in Borsa e intorno alle 15,20 cresce dell‘1,85% a 17,65 euro, in linea con l‘andamento del settore oil&gas europeo. “I dati sono stati buoni, di poco migliori delle attese. Ha premiato sul trimestre una tassazione più bassa”, sottolinea un analista di una banca d‘affari italiana.

Nel terzo trimestre, infatti, il tax rate si è fermato al 54% rispetto al 56% dello stesso periodo 2011 e al 63,5% del secondo trimestre. “Effettivamente il tax rate nel trimestre è stato ben più basso rispetto sia al trimestre precedente che al corrispondente del 2011 a causa di effetti straordinari, tuttavia la nostra guidance per fine anno resta intorno al 60%, come già annunciato, un po’ più elevato rispetto all‘anno scorso”, ha concluso Bernini.

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