September 20, 2012 / 5:38 PM / 5 years ago

RPT-SINTESI-Mediobanca pensa a nuovo piano, su conti fiducia soci per Nagel

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(elimina refusi)

di Gianluca Semeraro

MILANO, 20 settembre (Reuters) - Mediobanca comincia a ragionare sul suo futuro avviando l'iter di preparazione del nuovo piano industriale che però non potrà essere messo a punto prima di conoscere quello della sua partecipata Generali e gli sviluppi del contesto macroeconomico e di Basilea 3.

Oggi intanto Piazzetta Cuccia ha archiviato l'esercizio 2011-2012, terminato lo scorso giugno e coincidente con i periodi più acuti della crisi della zona euro, con un utile di 80,9 milioni e un dividendo di 5 centesimi.

"Un dividendo molto più che simbolico e che viene pagato in un momento in cui non è una pratica comune da parte delle banche italiane", ha commentato l'AD Alberto Nagel nella conference call. "Oggi Mediobanca è in una condizione migliore rispetto a un anno fa", ha poi aggiunto.

Nel futuro di Piazzetta Cuccia non ci sarà una separazione della banca d'affari dalle partecipazioni strategiche. Il tema oggi è stato archiviato in Cda e derubricato a semplice "pettegolezzo", come riferito da un consigliere.

C'è tuttavia la volontà di ridurre l'esposizione sull'azionario e quindi la rischiosità degli attivi, proseguendo sulla linea già perseguita quest'anno con un calo dei titoli azionario disponibili per la vendita a 1,9 miliardi da 3,9.

"Siamo convinti che dovremmo ridurre l'esposizione azionaria nel suo complesso perché questa esposizione è troppo volatile e accresce la volatilità sui risultati", ha spiegato Nagel. Nel 2011-12 le svalutazioni sui titoli in portafoglio - azioni e obbligazioni - sono state pari a 573 milioni, di cui 191 milioni su Telco e Rcs e 382 sui titoli Afs.

Basilea 3 imporrà anche un ridimensionamento della quota in Generali di almeno il 3%. Per questo motivo il piano di rilancio del gruppo triestino ha una valenza fondamentale per la definizione del futuro di Piazzetta Cuccia. Sul tavolo di Trieste potrebbe finire anche un aumento di capitale, ipotesi non gradita a Mediobanca. Una ricapitalizzazione potrebbe essere dunque la strada per un immediato ridimensionamento della quota.

PER BEN AMMAR NAGEL SARA' AD A LUNGO, DIVERSE SFIDE SU TAVOLO

Nonostante il calo degli utili (-78%) e del dividendo, Nagel, finito sulla graticola a inizio mese per la vicenda Unipol-Fonsai , oggi sembra aver passato brillantemente la prova dei conti.

"C'è unanimità sia del Cda sia degli azionisti a favore di Nagel e di tutto il management", ha infatti dichiarato Tarak Ben Ammar al termine delle riunioni odierne. "Avrei preferito 400-500 milioni di utili ma in un mondo che sta crollando è un miracolo fare questi utili", ha aggiunto sottolineando che ritiene che Nagel "resterà AD a lungo".

Dichiarazioni, quelle di Ben Ammar, che in consiglio siede da indipendente ma di fatto è espressione dei soci esteri, che fanno il paio con le attestazioni di fiducia del socio forte UniCredit. Resta da vedere se sia realmente spento l'incendio divampato dopo che Nagel è stato indagato dalla Procura di Milano per ostacolo all'attività di vigilanza sul presunto accordo siglato con i Ligresti per la vicenda Unipol-Fonsai o se covi ancora il fuoco sotto la cenere.

Il 5 settembre Nagel ha dato un'informativa sulla vicenda al Cda che ha espresso all'unanimità fiducia sull'esito delle indagini giudiziarie. Oggi il tema non è stato sollevato nelle riunioni ma le indagini della magistratura vanno avanti. Ieri - secondo quanto riferiscono alcuni quotidiani - c'è stato un vertice tra la Procura e la Consob con il pm Luigi Orsi che vuole verificare se Mediobanca ha dato al mercato informazioni fuorvianti.

Eventuali nuovi sviluppi a carico dell'AD o dell'istituto di certo rimescolerebbero le carte in tavola.

I fronti aperti sono peraltro molteplici: anche Rcs è alle prese con un piano di rilancio che potrebbe comportare un aumento di capitale e scompaginare gli equilibri azionari già messi a dura prova dalle ambizioni di Diego Della Valle, di recente salito all'8,69%.

E proprio sui fronti Generali e Rcs nei mesi passati non sono mancati i mal di pancia da parte di alcuni azionisti in relazione agli avvicendamenti ai vertici delle due società. C'è poi la vicenda Impregilo con il gruppo Salini che è riuscito a togliere il controllo della società alla famiglia Gavio. Quindi è tutto da verificare quanto saldo sul più lungo periodo sarà il sostegno di alcuni azionisti storici come le famiglie Pesenti e Gavio.

Oggi però nelle riunioni la questione Nagel-Fonsai non è stata sollevata e sui conti in consiglio è stata manifestata "grande soddisfazione", come hanno riferito alcuni membri del board.

Il 27 ottobre si terrà l'assemblea annuale dei soci che potrebbe essere un nuovo terreno di confronto tra l'AD e gli azionisti.

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