20 settembre 2012 / 11:48 / 5 anni fa

PUNTO 2-Mediobanca, netto 80,9 mln in 2011-12, cedola 5 cent, titolo giù in borsa

(Aggiunge report al paragrafo 5, aggiorna quotazione)

MILANO, 20 settembre (Reuters) - Mediobanca chiude l‘esercizio 2011-2012, terminato lo scorso giugno, con un utile netto di 80,9 milioni di euro, in calo del 78,1% rispetto a un anno prima, ma gravato da svalutazioni sui titoli in portafoglio per 573 milioni.

Il solo quarto trimestre vede una perdita netta di 24 milioni, più che dimezzata rispetto al rosso di 50,3 milioni del quarto trimestre dell‘esercizio precedente, si legge in una nota.

Il Cda propone la distribuzione di un dividendo di 0,05 euro per azione (0,17 euro lo scorso esercizio) con un payout del 52%, malgrado la capogruppo abbia chiuso con una perdita di 200,2 milioni. Lo stacco cedola è previsto il 19 novembre.

A Piazza Affari il titolo, partito forte, ha iniziato a scendere subito dopo i dati in un mercato negativo per tutti i bancari: alle 16 è in asta di volatilità per eccesso di ribasso con un teorico di -5,5% sotto quota 4 euro.

“L‘utile è in linea con le attese, quello che preoccupa sono le perdite della capogruppo. Comunque, credo che siano prese di beneficio e il titolo si sta allineando all‘andamento negativo del mercato”, osserva un trader.

Per Kepler Capital Markets il risultato è migliore delle previsioni a livello operativo ma delude la bottom line.

Le svalutazioni hanno riguardato per 191 milioni partecipazioni strategiche come Telco (113 milioni corrispondente a 1,5 euro per azione Telecom Italia) e Rcs (78 milioni di cui 23 milioni nel quarto trimestre con un valore di 1 euro per azione).

I restanti 382 milioni riguardano titoli disponibili per la vendita (Afs): nel quarto trimestre si sono aggiunte svalutazioni per 132,7 milioni sui cashes UniCredit e 12 milioni su titoli greci.

Nel complesso i possessi azionari di titoli disponibili per la vendita si sono ridotti a 1,9 miliardi da 3,9, mentre i titoli di stato in portafoglio sono aumentati a 9,2 miliardi da 5,4 e sono rappresentati “prevalentemente” da titoli italiani con durata media residua di 3 anni.

La nota segnala inoltre, nell‘ambito della riduzione della rischiosità degli attivi, un “significativo miglioramento” del profilo di rischio di alcune esposizioni corporate, tra cui quella su Fondiaria-Sai.

Da un punto di vista strettamente operativo i ricavi si sono attestati a 1.990 milioni (da 1.983 milioni) con un margine di interesse stabile a 1.070 milioni e un risultato del trading positivo per 267 milioni che compensa il calo delle commissioni nette (-7% a 483 milioni).

In calo del 4% i costi operativi per un cost/income che scende al 40%.

L‘esercizio ha visto rettifiche su crediti per 468,3 milioni con un incremento del 34,1% che si riduce al 10,4% se non si conteggia una ripresa di valore non ricorrente di 75 milioni dello scorso esercizio.

Lo spaccato divisionale vede il Corporate & Investment Banking in utile netto di 20 milioni di euro, mentre il Retail Banking ha visto un incremento dei depositi del 16% e una perdita netta di 42,1 milioni, leggermente superiore a quella dello scorso anno (38,8 milioni).

La divisione Principal Investing, che racchiude le partecipazioni strategiche in Telco, Rcs e Generali vede una perdita netta di 63,5 milioni e un valore di libro di 2,7 miliardi.

(Gianluca Semeraro)

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