Fiat cala in borsa con auto Europa dopo dato immatricolazioni

martedì 18 settembre 2012 13:25
 

MILANO, 18 settembre (Reuters) - Seduta sotto pressione per Fiat e per il comparto europeo dell'auto stamani in borsa dopo che i dati sulle immatricolazioni hanno ulteriormente confermato la debolezza del gruppo torinese nel Vecchio Continente, evidenziando una contrazione annua del 16,4% in luglio e del 17,7% ad agosto (quota di mercato al 6,5% e al 5,2% il mese scorso).

Ancora peggiore il bilancio più generale del mercato italiano che, a luglio, ha registrato una flessione del 21% e ad agosto del 20,2%, secondo le statistiche diffuse stamani dall'associazione dei produttori Acea.

Il titolo Fiat è arrivato a cedere quattro punti percentuali - con volumi in linea - a fronte di un settore che arretra di oltre il 2%. Il benchmark italiano FTSE Mib oscilla intorno ad un ribasso del 2%.

Qualche analista ragiona anche sui numeri fatti dall'AD Sergio Marchionne nel corso di un'intervista al direttore de La Repubblica Ezio Mauro in cui ha dichiarato che il gruppo non intende lasciare l'Italia.

"La decisione di non chiudere nessuno stabilimento italiano potrebbe non essere accolta con favore dal mercato", commenta in un report Banca Akros, riconoscendo che l'intervista potrebbe d'altro canto contribuire ad attenuare la polemica scoppiata intorno a Fiat in questi giorni.

La scorsa settimana Fiat ha annunciato che il piano Fabbrica Italia, con i suoi 20 miliardi di investimenti al 2014, non è più valido a causa della crisi che ha investito il settore.

Nell'intervista Marchionne afferma che Fiat "sta accumulando perdite per 700 milioni di euro in Europa", un'affermazione che, secondo il broker, potrebbe voler dire che Fiat, in occasione dei risultati del terzo trimestre, confermerà i propri obiettivi nonostante la contrazione del mercato europeo.

"Un trading loss di 700 milioni nel 2012 è una buona notizia perchè significa che Fiat dovrebbe essere in grado di centrare la propria guidance per l'esercizio (3,8/4,5 miliardi di euro)", spiega.

Per Mediobanca il dato è leggermente peggiore rispetto alle proprie stime ma, avverte, quelle relative a Usa e Brasile potrebbero essere troppo conservative.   Continua...