Banche, su crediti dubbi Europa e Italia meno coperte di Usa - R&S

martedì 19 giugno 2012 16:23
 

MILANO, 19 giugno (Reuters) - La copertura dei crediti dubbi potrebbe diventare un tema pressante per le banche europee, meno coperte di quelle americane, e in particolare per quelle italiane, che hanno un'incidenza su crediti e mezzi propri nettamente superiore alla media del Vecchio Continente.

E' quanto emerge dai dati cumulativi sulle principali banche internazionali analizzati da R&S di Mediobanca.

Nel 2011 il tasso di copertura dei crediti dubbi(accantonamenti su crediti dubbi lordi) è leggermente cresciuto per le banche europee al 50,7% dal 49,6% dell'anno prima, un livello ancora molto basso rispetto ai maggiori istituti di credito americani (77% nel 2011 dall'82,7% del 2010). Che si tratti di un tema europeo assai più che americano è evidente se si considera che i crediti dubbi incidono per l'1% dei prestiti erogati negli Usa contro il 2,6% in Europa ed assorbono il 6,3% dei mezzi propri tangibili degli istituti americani contro il 30,5% della media del Vecchio Continente.

In questo contesto, emerge dallo studio di R&S, le cinque maggiori banche italiane hanno in media incidenze su crediti e sui mezzi propri rispettivamente al 6,7% e al 90,1%. Nel dettaglio Intesa SP ha chiuso l'esercizio con un rapporto tra crediti dubbi e patrimonio netto tangibile al 58,2% e con un tasso di copertura (rispetto agli accantonamenti) del 54,4%; Unicredit si posiziona al 95,3% in termini di crediti dubbi sul patrimonio tangibile e al 48,6% come livello di copertura, Mps rispettivamente al 158,8% e al 44,8%, Banco Popolare al 137,5% e al 29,8%, Ubi all'83,8% e al 33,2%.

(Claudia Cristoferi)

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