A2A, a breve incontro Pisapia-Paroli, Di Mezza: "Tabacci inopportuno"

mercoledì 14 marzo 2012 17:34
 

MILANO, 14 marzo (Reuters) - A breve, probabilmente già la prossima settimana, i sindaci di Milano e Brescia, rispettivamente Giuliano Pisapia e Adriano Paroli, si incontreranno per chiarire le posizioni delle due amministrazioni su A2A relativamente al tema della prospettata non distribuzione del dividendo quest'anno e anche per fare il punto sulle nomine nel consiglio di sorveglianza che scade con l'assemblea di fine maggio prossimo.

Venerdì 23 si riunirà il consiglio di gestione della superutility proprio sui conti 2011.

"Dopo l'ultima esternazione dell'assessore al Bilancio a Milano, Bruno Tabacci, che ha parlato di zero dividendo per quest'anno e forse anche per i prossimi anni, saranno i due sindaci che dovranno chiarire le posizioni fra i due principali azionisti della società in un prossimo incontro", sottolinea una fonte politica bresciana.

L'uscita di Tabacci di venerdì scorso - lunedì scorso il titolo ha perso circa il 3%, oggi cede l'1% a 0,6945 euro - non è piaciuta all'amministrazione di Brescia. "Sono state dichiarazioni fuori luogo e inopportune che, peraltro, sono costate al titolo ben 21 milioni di euro di capitalizzazione", ha detto l'assessore al Bilancio di Brescia, Fausto Di Mezza.

Oltre alla questione del dividendo, cruciale per le due ammninistrazioni alle prese con le ristrettezze di bilancio, c'è anche quella della nomina dei dodici consiglieri della sorveglianza, sei per parte. Venerdì prossimo scade il bando per le autocandidature a Milano. Poi le proposte passeranno al vaglio di un comitato di saggi che dovrà valutare i corricula. A Brescia il bando è invece già scaduto.

Una volta insediato, il nuovo CdS nominerà il CdG composto da otto membri. Da quest'anno la presidenza della gestione spetterà a Brescia, la sorveglianza a Milano. Tabacci sostiene che 23 consiglieri sono troppi e che, in tempi di crisi, occorre ridurne il numero. Dalla giunta di Brescia sostengono che "questo non il momento per cambiare la governance anche perché occorrerebbe mettere mano ai patti parasociali coinvolgendo anche i consigli comunali. Se ne potrà discutere nel corso del prossimo trienno", aggiunge la fonte.

(Giancarlo Navach)

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