CONTI TRIM3 - Generali, attesi risultati migliori, focus su piano, PPF

mercoledì 7 novembre 2012 15:13
 

di Gianluca Semeraro
    MILANO, 7 novembre (Reuters) - Il terzo trimestre per Generali 
dovrebbe mostrare un netto miglioramento, soprattutto se paragonato all'analogo
periodo dello scorso anno. Tuttavia, mercato e analisti saranno più attenti a
eventuali indicazioni che saranno fornite sul piano industriale e sulla
questione legata alla joint-venture con la ceca PPF. 
    Domani il Ceo Mario Greco comunicherà soltanto la data di presentazione del
piano strategico, che dovrebbe cadere in gennaio, e farà - come riferito da una
fonte vicina alla situazione - il punto sull'evoluzione del business nell'Est
Europa, regione nella quale opera tramite Generali-PPF.
     Nel cda non dovrebbero esserci aggiornamenti sulla vicenda della put in
mano a Petr Kellner sul 49% di Generali-PPF, che potrebbe scattare in anticipo.
    In seguito al downgrade di Moody's su Generali del luglio scorso, Credit
Agricole, in qualità di banca agente di un prestito sindacato concesso a PPF per
2,099 miliardi, può chiederne il rimborso anticipato. In questo caso PPF
potrebbe cedere la sua quota nella joint-venture Generali-PPF alla compagnia
triestina o a soggetti terzi anche prima della scadenza di luglio 2014 in quanto
la causa scatenante del rimborso anticipato del prestito non sarebbe
attribuibile a responsabilità della società ceca. Se l'acquirente fosse Generali
ci sarebbe una maggiorazione del prezzo del 25%. 
    Sono quindi in corso negoziazioni tra PPF, Generali e le banche che hanno
partecipato al prestito sindacato per fare in modo che Credit Agricole 
rinunci alla richiesta di rimborso anticipato.
     Complesso il meccanismo di determinazione del prezzo: Generali ha parlato
"del più elevato tra (a) il fair market value della partecipazione PPF e b) un
floor pari a 2,5 miliardi, diminuito dei dividendi percepiti medio tempore da
PPF BV e maggiorato degli interessi maturati sul finanziamento concesso a PPF a
un pool di banche, degli interessi maturati sul prestito obbligazionario emesso
da una società del gruppo PPF e integralmente sottoscritto da una società del
gruppo Generali, nonchè degli eventuali apporti di capitale" alla joint venture
"diversi da quelli finalizzati a sostenere la sua espansione mediante operazioni
strategiche ovvero a mantenere il 150% del solvency capital di gruppo".
    "Riteniamo che il piano strategico sarà la chiave per uno sviluppo
sostenibile del prezzo di borsa del titolo", scrive Ralph Hebgen, analista di
Kbw, in un report del 28 ottobre. "Dovrà contenere un progetto di aumento della
generazione di cassa per ridurre il debito e ripagare la put su PPF". 
    
    IN PIANO ALLOCAZIONE EFFICIENTE CAPITALE, RIPENSAMENTO PERIMETRO
    Sul piano sono finora trapelate poche indicazioni. Una fonte vicina
all'azionariato del gruppo triestino ritiene probabile un ripensamento del
perimetro dal punto di vista geografico anche in funzione di un'allocazione più
efficiente del capitale e di un effetto di upside sulla redditività. 
    "Per troppo tempo Generali ha voluto essere ovunque. Quando le cose non
vanno più bene questo pesa", spiega aggiungendo di vedere possibili recuperi di
redditività in Italia.
    Al piano è legata la possibilità che Generali sia costretta a fare un
aumento di capitale, anche in vista della scadenza nel 2014 dell'opzione put
PPF. 
    "Prima bisogna capire come allocare il capitale sia per linee di business
sia per aree geografiche e decidere quanto ne serve. A parità di altre
situazioni, non credo ci sia bisogno di un aumento", spiega la fonte. 
    L'ipotesi di un aumento di capitale è stata peraltro esclusa dallo stesso
Greco nell'ultima conference call sulla semestrale del 2 agosto scorso.
 
    All'eventualità di un aumento di capitale è legato poi il destino della
quota detenuta da Mediobanca, oggi poco sopra il 13%. Con l'entrata in
vigore di Basilea 3 Piazzetta Cuccia potrebbe essere costretta ad alleggerire la
sua quota per attenuarne l'impatto sui ratio patrimoniali. "E' una questione che
ha tante variabili - spiega però a questo proposito una seconda fonte -, se con
la generazione di capitale e la riduzione dei 'risk weighted asset' riesce a
colmare il gap potrebbe non cedere nulla". 
    "D'altronde la quota in Generali è quella che dà il maggior contributo al
bilancio Mediobanca in termini di eps, quindi occorrerà valutare costi e
benefici", conclude.
    
    SOLVENCY VISTO IN MIGLIORAMENTO, CALO SPREAD AIUTA PATRIMONIO
    Nel terzo trimestre il miglioramento dello spread tra Btp e Bund decennali e
l'andamento positivo dei mercati avrà un impatto sul patrimonio e sul Solvency
ratio I atteso in miglioramento anche rispetto al 130% di fine giugno.
    Atteso un progresso anche dell'utile operativo, che dovrebbe attestarsi
intorno ai 3,3 miliardi, quindi sulla buona strada per centrare il target
dell'intero 2012 tra 3,9 e 4,5 miliardi. 
    Il Cda di Generali si riunirà domani, mentre i risultati saranno annunciati
venerdì alle 7,30 del mattino. Alle 12 ci sarà la conference call con gli
analisti.
    Di seguito una tabella riassuntiva delle stime sulle principali voci del
bilancio:
    
                    MEDIA   MEDIANA   MASSIMO  MINIMO    NUM  CONFRONTO
                                                       STIME       2011
 NETTO 9M           1.182     1.190     1.231   1.108      7        825
 NETTO TRIM3          334       323       389     265      7       19,5
 UT OPER 9M         3.273     3.265     3.317   3.247      5    3.100,4
 UT OPER TRIM3        916       922       975     829      6      692,2
 SOLVENCY I          138%      138%      141%    134%      4       118%
 COMBINED RATIO     96,3%     96,3%     97,1%   95,2%      6      96,6%
  NB: Dati in milioni di euro. 
    
    Sono state utilizzate le stime elaborate da Barclays, BofA-Merrill, Deutsche
Bank, Intermonte, JP Morgan, Keefe Bruyette & Woods, Kepler Capital Markets,
Mediobanca. 
    
    
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