PUNTO 2 - Campari, utile 2011 sotto stime, titolo pesante

lunedì 12 marzo 2012 17:22
 

(aggiunge dettagli da conference call, aggiorna andamento titolo)

MILANO, 12 marzo (Reuters) - Il gruppo Campari archivia l'esercizio 2011 con un utile netto pari a 159,2 milioni (156,2 milioni in 2010), inferiore alle stime Thomson Reuters, a fronte di un incremento del giro d'affari del 9,6% a 1,27 miliardi, pari a una crescita organica dell'8,8%.

Sulla bottom line, precisa una nota, incidono poste straordinarie negative per 8,3 milioni, maggiori oneri finanziari e un tax rate più elevato. Al netto di tutte le componenti non ricorrenti, sia di natura operativa sia per le voci oneri finanziari e imposte, l'utile netto consolidato rettificato si attesta a 167,5 milioni di euro, pari a una marginalità netta sulle vendite del 13,1%.

Il titolo ha ampliato le perdite dopo la pubblicazione dei risultati, finendo in asta di volatilità al ribasso per poi tornare a trattare in calo fino ad un massimo di oltre l'8%.

"I risultati sono inferiori al consensus degli analisti: è l'occasione per vendere un titolo che tratta 16 volte gli utili 2012 e che ha abituato il mercato a sorprese positive", osserva un analista che ha chiesto di non essere citato.

Le vendite erano attese a 1,283 miliardi (19 analisti) e l'utile netto a 174 milioni di euro (17 analisti) secondo le stime di Thomson Reuters SmartEstimate.

"Il fatturato è del 3-3,5% inferiore alle nostre previsioni", ha detto un altro analista.

Le prospettive di cauto ottimismo per il 2012 - nonostante un primo trimestre più debole - e la conferma della fiducia nel potenziale di medio e lungo termine dei motori di crescita del gruppo - Aperol e Wild Turkey - non sono bastati a ridare smalto alle quotazioni in borsa.

L'Italia, secondo maggiore mercato del gruppo con una quota di circa il 30%, è destinata a restare sotto tono quest'anno. Sui primi tre mesi del 2012, trimestre storicamente di bassa stagionalità, incideranno un avvio lento in Brasile, a seguito dell'aumento di prezzi attuato in gennaio 2012, e i possibili effetti del mancato rinnovo di un accordo commerciale in Germania.   Continua...