8 marzo 2012 / 07:38 / 5 anni fa

PUNTO 3-Enel, utile netto 2011 4,148 mld (-5,5%), dividendo a 0,26

(Corregge refuso in lead)

* Enel, meno utili e dividendi in 2011

* Conti dice che il downgrade S&P è "fatto obbligato"

* Rivisti al ribasso i target del piano 2012-2016

di Alberto Sisto

ROMA, 8 marzo (Reuters) - Fulvio Conti, amministratore delegato di Enel, gioca d'anticipo. Davanti al tracollo dei titoli in Borsa che ha accolto i risultati in perdita per il 2011 e la revisione della politica dei dividendi si schermisce: "Aspettiamo di vedere come va a finire la giornata".

Ed anche l'ipotesi di un downgrade da parte di Standard e Poor's, annunciato a mezzo stampa, lo commenta come "un atto dovuto visto il rating italiano" e "una svolta positiva in quanto toglierebbe l'incertezza", prima di andare a presentare i risultati agli analisti.

Insomma, tutto va avanti anche se per il gruppo elettrico si prevedono altri due anni duri. Tanto duri che, ieri, il cda che ha approvato i risultati del 2011, ha anche riscritto al ribasso tutti gli obiettivi del piano industriale 2012-2016, investimenti compresi, e deciso di ridurre da quest'anno il pay-out dal 60% al 40% dell'utile ordinario di gruppo.

Il 2011 che si è chiuso con un utile netto di 4,148 miliardi di euro in calo del 5,5% rispetto ai 4,390 miliardi del 2010 ed Enel ha annunciato un dividendo di 0,26 euro per azione contro i 28 centesimi del 2010. Lo stacco cedola è previsto per il 18 giugno e il pagamento il 21.

Questa mattina i risultati e i nuovi obbiettivi sono stati accolti malissimo dal mercato. Enel è stato sospeso in apertura ed è arrivata a perdere l'8%. Alle 15,50 perdeva oltre il 6%.

PIANO ALL'INSEGNA DELLA PRUDENZA

Davanti alla crisi e con lo spettro di un possibile downgrade, i vertici del gruppo elettrico si sono fatti più prudenti.

"Un downgrade ci costerebbe fra i 15 e i 20 punti base in più su tutto il debito", ha detto il Cfo Luigi Ferraris anche se Conti ha precisato che a subire l'effetto dell'abbassamento del rating saranno soprattutto i tassi sulle linee di credito.

Nell'arco di piano, l'Ebitda è visto a 16,5 miliardi di euro nel 2012, 17,0 miliardi nel 2014 e 19,0 miliardi nel 2016. Nel vecchio piano era stimato a 20 miliardi già nel 2015.

L'utile netto ordinario del gruppo, su cui si calcolano i dividendi, viene stimato a 3,4 miliardi nel 2012, 3,8 miliardi nel 2014 e 5,0 miliardi nel 2016.

L'indebitamento finanziario netto dovrebbe avere una robusta flessione nel periodo da 43 miliardi nel 2012 a 39 miliardi nel 2014 per arrivare a 30 miliardi nel 2016 con un multiplo fra margine lordo e indebitamento pari a 1,6, quasi la metà di oggi.

Gli investimenti del periodo ammonteranno a circa 27 miliardi. Saranno tagliati circa 4,5 miliardi: 2,5 riguardano la trasformazione a carbone della centrale di Porto Tolle che oggi Enel, non essendoci domanda, non ha interesse ad accelerare. Si farà il rigassificatore di Porto Empedocle, in Sicilia, i cui lavori "sono iniziati anche se richiederanno tempi lunghi".

Un cambio di passo e strategia verso un profilo finanziario più robusto. Secondo Conti, le politiche del piano industriale avranno come effetto "risultati in miglioramento uniti ad un'accresciuta solidità patrimoniale".

Enel, dopo la diffusione dei dati preliminari a fine gennaio, ha annunciato anche altri interventi di contenimento dei costi: ha fatto sapere che non avrebbe più pagato l'anticipo sul dividendo e ha venduto la partecipazione in Terna.

Questa fa parte di un pacchetto di cessioni per 1,8 miliardi insieme a Endesa Irlanda e alla rete di trasmissione che collega Brasile e Argentina.

Una parte del ricavato, 1,3 miliardi, servirà a Enel per ricomprare dai soci locali le loro quote soprattutto nelle società che operano in America Latina. Al di là di questi aggiustamenti "non ci saranno altri acquisti", ha detto Conti rispondendo ai giornalisti nella conferenza stampa.

SU RISULTATI PESANO DIFFICOLTA' ECONOMIA ITALIA, SPAGNA

"Nel corso del 2011 il gruppo ha conseguito risultati molto soddisfacenti e ancora una volta in linea con gli obiettivi precedentemente indicati, pur operando in un generale quadro economico sfavorevole, che si è reso ancora più difficile nell'ultimo trimestre dell'anno, in particolare in Italia e in Spagna" spiega l'AD. Alcuni target non sono, però stati centrati, ad esempio quello dell'utile ordinario che per il 2011 era dato a 4,5 miliardi mentre si è fermato a 4,097 miliardi: (-7%).

Oltre alle cattive condizioni di salute dell'economia europea ci sono stati altri fattori che si sono aggiunti ad appesantire la gestione: come il peggioramento del trattamento fiscale con l'aumento dell'aliquota Ires, dopo che il governo ha deciso di aumentare il prelievo della Robin Tax al 10,5%.

Nel 2011 Enel ha centrato e superato l'obiettivo di Ebitda, arrivando a 17,717 miliardi rispetto a una stima di 17,4 miliardi. L'incremento rispetto al precedente esercizio, pari a 237 milioni di euro (+1,4%), spiega l'azienda "risente, oltre che dei proventi da cessione di partecipazioni e rimisurazione a fair value, dell'incremento dei risultati delle Divisioni Mercato, Infrastrutture e Reti, Internazionale ed Energie Rinnovabili, parzialmente compensato dalla riduzione del margine delle Divisioni Generazione ed Energy Management e Iberia e America Latina".

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below