February 10, 2012 / 12:12 PM / 5 years ago

DEALTALK - Telecom Italia, cedola decisiva su debito Telco

7 IN. DI LETTURA

di Stefano Rebaudo

MILANO, 10 febbraio (Reuters) - Indicazioni importanti su come i soci Telco rifinanzieranno il debito da 3,4 miliardi arriveranno dalla decisione sulla cedola della controllata Telecom Italia, attesa il 23 febbraio, quando verranno diffusi i risultati.

Ai livelli attuali dello spread Btp-Bund, una cedola stabile offre alla holding la possibilità di accedere a prestiti bancari, limitando così l'impegno diretto degli azionisti con un prestito soci o con un aumento di capitale.

Quello che viene considerato il "worst case scenario", un taglio del 25%, obbliga gli azionisti a un finanziamento soci o un aumento massiccio.

"Con un taglio della cedola del 25%, per Telco, l'accesso al mercato del credito diventa troppo costoso ed è necessario l'impegno degli azionisti", dice una fonte di settore.

"Per quanto riguarda il dividendo Telecom Italia, è probabile che la decisione sia a metà tra i due punti estremi", aggiunge, indicando come scenario migliore l'aumento del 15%, previsto dal piano e come peggiore un -25%, dai 5,8 cent distribuiti nel 2011.

Fonti di settore e analisti nelle scorse settimane hanno indicato attese per una cedola stabile.

Attualmente per il rifinanziamento sono aperte tutte le ipotesi, dicono le fonti interpellate, quindi: un intervento diretto degli azionisti (con un aumento di capitale o un rifinanziamento soci, attraverso l'emissione di un bond), il rinnovo delle linee di credito o una soluzione mista.

A fine gennaio due fonti hanno detto a Reuters che Telco sta ragionando sull'emissione di un'obbligazione, destinata agli azionisti, per massimi 3,4 miliardi.

Il mercato, dalla crisi di agosto 2011, sconta una modifica della politica sui dividendi. A fine gennaio la società, in risposta a nuove indiscrezioni sull'argomento, ha detto che la priorità è la riduzione del debito e il mantenimento del rating , confermando di fatto i timori degli analisti, molti dei quali hanno modificato al ribasso le previsioni.

La cedola non è in ogni caso così centrale per il mantenimento del rating. "E' uno degli elementi e non il più importante", dice una fonte finanziaria. "Le agenzie guardano soprattutto all'andamento dei ricavi e dei margini, in particolare sul mercato interno, più problematico".

Per quanto riguarda il debito della holding, "la cosa più probabile è che la decisione venga presa all'ultimo momento", dice una seconda fonte finanziaria, ricordando che le scadenze sul debito sono a maggio e ottobre di quest'anno. "Sarà infatti importante vedere quale è il livello degli spread".

Telco detiene il 22,4% circa di Telecom Italia ed è partecipata da: Telefonica con il 46,18% del capitale, Mediobanca e Intesa Sanpaolo con l'11,62% ciascuno e il gruppo Generali con il 30,58%.

Il debito bancario da rifinanziare, con scadenze da maggio a ottobre 2012, è di 2,1 miliardi. In aggiunta c'é un bond, cedola 4%, per 1,3 miliardi sottoscritto dai soci, con scadenza giugno 2012, rinviabile al 27 aprile 2013.

Il finanziamento Unicredit (1,261 miliardi) ha uno spread sull'Euribor di 196 punti, quello di Mps (600 milioni) e GE Capital (260 milioni) di 70 e di 85 punti base.

Si tratta di prestiti negoziati alcuni anni fa prima che la crisi finanziaria colpisse l'Europa.

Occhi Su Rinegoziazione Patto Sindacato

Il 28 aprile 2013 (il giorno dopo la scadenza del bond Telco) scade il patto di sindacato. Come verrà affrontata la questione debito si lega anche alle prospettive dell'accordo tra gli azionisti di controllo del gruppo telefonico.

E' anche possibile che le questioni vengano affrontate in modo congiunto. Oggi il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo non ha escluso una revisione in anticipo dei patti parasociali di Telco. "Sono temi che andranno forse affrontati nelle sedi opportune", ha detto.

In ogni caso i due vincoli attualmente più stringenti sono la possibilità di finanziare i costi (quindi la cedola) e la necessità di avere azioni libere (ora sono tutte in pegno) in presenza di debito bancario garantito da pegno.

Azioni Libere Per Reintegrare Garanzie

Se si volesse fare ricorso soprattutto a prestiti, l'ipotesi per Telco sarebbe l'emissione di un bond da far sottoscrivere agli azionisti per alcune centinaia di milioni, dicono le fonti.

L'esborso consentirebbe alla holding di ridurre il totale del passivo con le banche e avere in portafoglio un pacchetto di azioni libero da vincoli.

Telco, "se dovesse usare debito bancario intende probabilmente avere azioni libere per un eventuale reintegro delle garanzie", dice la seconda fonte finanziaria.

A fronte dei 2,1 miliardi di linee di credito, c'è un pegno su azioni Telecom Italia, che deve essere adeguato nel caso di calo del valore dei titoli in borsa.

Ora la partecipazione è tutta in pegno. Il suo valore è pari a circa 2,1 miliardi con l'azione a 0,7 euro circa. Quindi se il titolo rimane per un periodo sotto quel livello scatta per Telco l'obbligo di reintegrare le garanzie.

Telecom Italia quota 0,8 euro circa.

Con Taglio Cedola Serve Intervento Soci

Sul fronte dei costi la necessità di un intervento diretto è invece massiccio nel caso di un taglio della cedola del 25%.

Un dividendo in linea con quello dello scorso anno (5,8 cents per azione) significa un pay out delle ordinarie (13,417 miliardi di azioni) a 780 milioni circa e quindi una quota di spettanza di Telco di poco meno di 180 milioni.

Il trasferimento a Telco le consentirebbe di sostenere un rendimento pari a circa il 5,3% su tutto il debito. Si sale di qualche decina di punti se venisse estesa la scadenza del bond.

Nell'ultimo collocamento, nell'autunno dello scorso anno, Telecom Italia, le cui azioni sono l'unico asset di Telco, ha promesso un interesse intorno al 6,5. In quel periodo lo spread Btp-bund fluttuava tra 360 e 400 punti base. Oggi è intorno quota 340.

Si può quindi immaginare il debito da 2,1 miliardi rifinanziato anche al 5-6%, il rinnovo del bond e una nuova obbligazione per poche centinaia di milioni per avere in portafoglio azioni libere da vincoli. Le tecnicalità dell'operazione sono ancora allo studio.

Il taglio della cedola del 25% circa, con un payout destinato a Telco di circa 135 milioni, è sufficiente a pagare un interesse del 4% circa su tutto il debito. E obbliga quindi almeno a un prestito soci.

Un taglio ancora più deciso riduce al di sotto del 4% la remunerazione dell'investimento.

(Redazione Milano,reutersitaly@thomsonreuters.com,+39 02 66129431, Reuters messaging: stefano.rebaudo.reuters.com@reuters.net)

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