UniCredit,no a esuberi,top management sia parte di taglio costi-Fabi

giovedì 24 novembre 2011 17:54
 

MILANO, 24 novembre (Reuters) - UniCredit ha presentato oggi alle delegazioni sindacali il piano strategico 2010-2015 dopo averlo anticipato ieri alle segreterie generali e nazionali.

Il coordinamento nazionale della Fabi in UniCredit si dichiara "fortemente contrario all'utilizzo dello strumento delle uscite/esodi quale unica soluzione per la riduzione dei costi".

"Ci opporremo, pertanto - si legge in una nota-, in ogni modo a questa ennesima operazione di macelleria sociale che il piano in oggetto prevede ed anche a quelle forme di uscite mascherate che sono le esternalizzazioni di attività e lavoratori".

Nel piano industriale 2010-2015 UniCredit ha previsto la riduzione di circa 5.200 unità del personale tra settembre 2011 e il 2015. Per dettagli cliccare

Dei tagli programmati, 3.500 unità saranno oggetto del confronto con i sindacati. A partire da oggi ci sono 50 giorni di tempo per trovare un accordo. Dal 2010 a oggi i tagli già effettuati da UniCredit e quelli programmati ammontano complessivamente a 7.500 unità.

"Purtroppo riscontriamo che anche in questo Piano Strategico, come già avvenuto un anno fa con l'accordo del 18/10/2010, l'unica leva di contenimento dei costi è rappresentata da un ulteriore taglio del personale e riduzione delle tutele e delle garanzie previste dall'attuale Contratto collettivo nazionale in termini di inquadramenti, flessibilità , fungibilità, mobilità, ferie, ex-festività", prosegue la nota Fabi.

"Riscontriamo tuttavia - sottolinea il Coordinamento Fabi - la completa assenza di politiche di contenimento dei costi relativi al top management che risulta essere il primo responsabile dell'andamento certamente non brillante delle performance del Gruppo e della banca in particolare. Una classe dirigente numericamente doppia rispetto agli altri gruppi bancari in Italia, le cui retribuzioni e benefit non sono stati mai minimamente intaccati dalla crisi finanziaria".

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