UniCredit, non credo possa essere oggetto takeover - Ghizzoni a Sole

mercoledì 16 novembre 2011 08:06
 

MILANO, 16 novembre (Reuters) - L'AD di UniCredit Federico Ghizzoni non crede che la banca possa essere oggetto di takeover nonostante i prezzi di borsa bassi e sottolinea che della sua riconferma non ha discusso con i soci, anche se sul tema è sereno.

"Non credo. Siamo una Sifi, dubito che a qualcuno in questa fase venga in mente di creare una banca ancora più grande", dice in un'intervista a Il Sole 24 Ore a proposito della possibilità di un takeover.

Ieri UniCredit ha chiuso a 0,7395 euro in calo del 4,46%. Solo lo scorso febbraio valeva 2,025 euro. Dall'inizio dell'anno, a causa della crisi dei mercati globali, ha perso oltre il 52%.

Ad aprile scade il mandato dell'intero board e, secondo l'interpretazione di alcuni, Ghizzoni si gioca tutto con l'aumento di capitale annunciato lunedì da 7,5 miliardi e la maxi svalutazione da 9,77 miliardi che ha portato i conti in rosso per 10,6 miliardi nel trimestre.

"Ho fatto quello che è nell'interesse della banca, in una fase di emergenza per l'Italia e per l'Europa", spiega Ghizzoni a questo proposito. "Non ho parlato con i soci della mia riconferma. Sono sereno".

Ghizzoni ribadisce che non c'è alcuna intenzione di vendere le controllate estere in Polonia e Turchia. "Soci e board sono sempre stati concordi nel mantenere il profilo europeo del gruppo e tenere stretti i gioielli del gruppo", spiega. "A questi prezzi si tratterebbe tra l'altro di svendite. Faccio presente che in Polonia e Turchia oggi sono in vendita due banche che non trovano compratori".

Il banchiere, infine, conferma che l'investimento in Mediobanca è strategico malgrado la svalutazione di 404 milioni nell'ultimo trimestre. "Se uscissimo - spiega - creeremmo problemi di instabilità al sistema finanziario italiano di cui Mediobanca resta uno snodo decisivo, ecco perché per noi la quota rimane strategica".

(Gianluca Semeraro)   Continua...