PUNTO 3-Mediobanca, netto trim1 sconta crisi mercati, CT1 all'11,1%

venerdì 28 ottobre 2011 15:00
 

(Aggiunge dichiarazioni Nagel)

MILANO, 28 ottobre (Reuters) - Mediobanca ha chiuso il primo trimestre dell'esercizio 2011-2012 (luglio-settembre) con un utile netto di 57 milioni di euro, in forte calo dai 127,6 milioni di un anno prima a causa del perdurare della crisi del debito sovrano della zona euro e della conseguente debolezza dei mercati finanziari.

"E' il peggior trimestre che abbia mai visto per le banche. A settembre si è temuto e si teme ancora per la tenuta del sistema e di alcuni attori del sistema", ha commentato l'AD Alberto Nagel, illustrando in assemblea i conti del trimestre. "E' un utile vero e importante, tenuto conto della situazione. Il lavoro di diversificazione delle fonti di ricavo è stato fondamentale", ha aggiunto.

Il margine di intermediazione scende del 7,8% a 459,9 milioni, frutto di un margine di interesse in crescita del 7,5% a 281,8 milioni e di proventi da negoziazione negativi per 12 milioni, spiega una nota.

Nel trimestre sono state effettuate ulteriori rettifiche sui titoli di stato della Grecia per 44,5 milioni, portando il valore al 50% del nominale. Si sono registrate anche svalutazioni per 24,4 milioni su azioni disponibili per la vendita.

Dal punto di vista patrimoniale, il Core Tier 1 a fine settembre è all'11,1%, sostanzialmente stabile rispetto all'11,2% a fine giugno. La raccolta è stabile per oltre 51 miliardi con disponibilità liquide per circa 17 miliardi.

Le previsioni per l'intero esercizio sono condizionate dall'impatto della crisi dei mercati e in questo contesto la gestione dell'istituto sarà improntata a privilegiare la patrimonializzazione e la dotazione di liquidità, conclude la nota.

Lo spaccato divisionale mostra per il Corporate & Investment Banking un risultato netto negativo di 26 milioni di euro, condizionato dalla crisi dei mercati. Il margine di interesse della divisione cresce, invece del 5% rispetto al trimestre precedente, grazie al repricing dell'attivo, con un costo del rischio che scende a 40 punti base.

Nel corso dell'assemblea Nagel ha ribadito l'interesse per l'espansione in Cina e Turchia e più in generale per sviluppare maggiormente l'estero. "Guardiamo con crescente interesse Cina e Turchia e stiamo facendo delle ipotesi che però vanno sempre verificate con la disponibiltà di banker che siano di qualità e affini come modus operandi con quello della capogruppo", ha detto.   Continua...