March 5, 2009 / 1:17 PM / 8 years ago

PUNTO 1 - Fondi Italia, rosso miliardario ma in calo, bene cash

3 IN. DI LETTURA

(aggiunge commento gestore, dettagli da nota)

MILANO, 5 marzo (Reuters) - Febbraio ancora in rosso ma con deflussi meno forti per i fondi comuni italiani ed esteri attivi in Italia, che registrano una raccolta netta negativa di 2,9 miliardi rispetto agli oltre -4,8 miliardi di gennaio.

Lo dice Assogestioni, segnalando tra i dati positivi anche il ritorno al segno più per la categoria dei fondi di Liquidità, che hanno chiuso il periodo con una raccolta di 572 milioni contro -262 precedenti.

"Vedremo ancora deflussi importanti nei prossimi mesi, questo è certo, ma va un pochino meglio che nel 2008", commenta a caldo Paolo Martini, direttore marketing di Azimut (AZMT.MI).

Gli investitori, dice, "iniziano a capire che il tanto vituperato fondo comune di investimento, se confrontato dal punto di vista tecnico con altri prodotti, ha dei vantaggi. Tra questi la trasparenza della quota e la relativa liquidabilità del prodotto" senza contare il rischio-controparte basso per i fondi comuni "mentre esiste per i prodotti strutturati o per operazioni tipo i pronti contro termine".

Del resto, prosegue "non sono molte le alternative per prodotti a medio-breve termine - e poi i mercati sono andati talmente male che i clienti, se non hanno proprio bisogno di soldi, preferiscono aspettare e vedere cosa succede in borsa".

Sempre in negativo il consuntivo delle categorie Obbligazionarie, a -1,7 miliardi da -2,3 miliardi circa a gennaio, che restano però con il 39,5% del patrimonio la massa più rappresentativa.

In rosso i prodotti Azionari (-143 milioni da -108) e Bilanciati (-348 milioni da -240).

Riscatti in calo sui fondi Hedge (-611 milioni da -1,2 miliardi) e sui Flessibili, con rosso a -687 milioni da -786.

Resta profondo il dato dei deflussi per i gruppi Italiani a -2,9 miliardi, mentre i gruppi Esteri sono tornati in positivo raccogliendo provvisoriamente 37 milioni.

Complessivamente il patrimonio investito in fondi aperti, a febbraio, è sceso ancora, a 388 miliardi da 397,7 dello scorso mese. E per il futuro, Martini è cauto: "se le banche non cambiano decisamente politiche commerciali potremmo arrivare a masse decurtate anche del 50-60% rispetto ai picchi del luglio 2007".

Guardando in positivo, "in futuro potrebbero esserci meno operatori, più credibili e più capaci" a suggerire investimenti, conclude.

La crisi del mercato si rispecchia per ora in un calo contenuto del numero di fondi, scesi complessivamente a 3.540 da 3.563 di gennaio: una riduzione marcata si legge nei prodotti azionari, 1.486 da 1.516, mentre gli obbligazionari perdono otto unità a 935. In aumento di 19 nomi i fondi hedge a 269 totali.

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