Impiantistica, settore tiene in 2009, ordini in ripresa

mercoledì 4 novembre 2009 16:04
 

MILANO, 4 novembre (Reuters) - Il comparto dell'ingegneria e dell'impiantistica italiano chiuderà il 2009 con una leggera flessione rispetto all'anno scorso e nel 2010 toccherà il punto di minimo del ciclo segnato dalla crisi economico-finanziario.

Sono le previsioni di Fabrizio Di Amato, presidente di Federprogetti, federazione "di scopo" che fa parte di Confindustria e che rappresenta oltre 4.000 società e 375.000 addetti.

Illustrando il primo rapporto annuale relativo ai dati 2008 - chiuso con un volume di ricavi pari a circa 145 miliardi di euro - Di Amato si è soffermato sulle prospettive future.

"Il 2009 si chiuderà con una leggera flessione in termini di ricavi", ha spiegato Di Amato. "E il 2010 segnerà il punto di minimo del ciclo economico negativo. Penso che la seconda parte (dell'anno prossimo) andrà meglio del primo semestre".

Del resto, il settore è caratterizzato da un gap temporale fra la raccolta degli ordini e la trasformazione di questi in ricavi. Di conseguenza, il congelamento dei progetti registrato nel primo semestre di quest'anno avrà un impatto negativo sui risultati del 2010, in particolare della prima metà.

"La ripartenza dell'economia", ha argomentato Di Amato, "avrà ricadute positive soprattutto nel 2011", perché "il portafoglio ordini di quest'anno è superiore rispetto al 2008".

La filiera dell'ingegneria e dell'impiantistica, comunque, "ha tenuto" anche nel pieno della crisi. "Nessuna azienda ha fatto ricorso alla cassa integrazione", ha raccontato Di Amato. "Anzi, stiamo assumendo".

Manca, però, un coordinamento fra i vari attori della filiera e Federprogetti si propone come pivot, come "interlocutore delle istituzioni", soprattutto nelle opere pubbliche.

A proposito di dialogo, Di Amato ha anticipato che sta lavorando "ad un accordo con l'Abi per far sì che le banche affianchino le imprese" che partecipano a gare di appalto all'estero.