1 agosto 2008 / 15:28 / 9 anni fa

PUNTO 2 - Unicredit, utile T2 oltre attese, Eps 2008 confermato

(riscrive parzialmente aggiungendo dettagli da conference call con AD Alessandro Profumo, aggiunge chiusura borsa)

* conferma guidance su eps 2008 a 52-56 centesimi

* utile trimestre in calo del 10%, ma supera attese

* confermato obiettivo core Tier1 fine 2008 a 6,2%

MILANO, 1 agosto (Reuters) - Unicredit (CRDI.MI), che ha annunciato un utile del secondo trimestre migliore delle attese, conforta il mercato mantenendo il target per l'eps (utile per azione) a 52-56 centesimi nel 2008. La crescita dei dividendi sarà tuttavia modesta.

Lo ha detto nel corso di una conference call con gli analisti l'Ad di Unicredit (CRDI.MI) Alessandro Profumo.

"Confermiamo una guidance di 52-56 centesimi, ma la crescita dei dividendi sarà molto modesta" ha detto.

Resta inoltre la preoccupazione per una situazione economica estremamente difficile.

"Non ci aspettiamo di mettere in atto nessuna svalutazione in quanto non abbiamo perdite, tuttavia la situazione economica resta molto impegnativa e volatile. E' difficile prevedere l'outcome per ogni mese, senza parlare di un trimestre", ha aggiunto.

Unicredit ha chiuso i mesi da aprile a giugno con un utile netto di pertinenza a 1,87 miliardi di euro, in calo del 10%. Su basi omogenee e prima del Purchase price adjustment di Capitalia il risultato sarebbe in crescita di 3,8%, secondo una nota.

Gli analisti interpellati da Reuters prevedevano un netto nel trimestre di 1,668 miliardi.

Il titolo dopo i dati è passato brevemente in territorio positivo, arrivando a segnare un progresso di oltre l'1%, per poi girare nuovamente in rosso in sintonia con il mercato e lo stoxx europeo di settore .SX7P (-1,03%).

Il core tier1 a fine giugno era a 5,55%, in rialzo di 4 pb su marzo 2008. Il Tier 1 si attesta a 6,30, +11 pb su marzo. La banca conferma l'obiettivo di core Tier1 fine 2008 a 6,2%.

Nel secondo trimestre il costo del rischio è stato di 53 pb, gli accantonamenti su crediti sono calati rispetto al primo trimestre a 713 milioni da 755.

Il portafoglio Abs si è ridotto di 1,1 mld euro nel trimestre.

Quanto alla divisione mercati e investment, è tornata in utile nel secondo trimestre, forte di un utile pretasse di 402 milioni a fronte della perdita per 695 milioni nel primo.

Tra gennaio e giugno il risultato di gestione è stato pari a 5.682 milioni di euro, in calo del 24,8% anno su anno (-23,5% a cambi costanti e perimetri costanti). La flessione si riduce al 2,9% anno su anno escludendo il contributo negativo della divisione Mib, passato da 1.473 milioni nel primo semestre 2007 a -227 milioni nel primo semestre 2008.

Sull'andamento del risultato di gestione, si legge sempre nella nota, ha influito la dinamica dei ricavi di gruppo nel semestre: il margine di intermediazione si è attestato a 14.043 milioni di euro, in contrazione del 9,6% anno su anno.

Nel secondo trimestre i ricavi totali sono stati pari a 7.594 milioni di euro, in calo del 4% anno su anno su base normalizzata, ma positivo del 7,4% anno su anno per le attività di commercial banking.

Il margine di interesse sale del'11% anno su anno, crescita attribuibile sostanzialmente all'aumento dei volumi, sia sul versante degli impieghi che su quello della raccolta verso la clientela. Un effetto positivo, seppur limitato, sul margine di interesse è derivato dalla dinamica dei tassi di mercato.

Il rapporto cost/income peggiora nettamente al 59,5% contro il 51,4% dell'anno precedente, mentre gli accontanamenti per rischi e oneri sono pari a 128 milioni, in crescita di 31 milioni anno su anno.

Il patrimonio di pertinenza del gruppo si attesta a 55.707 milioni di euro dai 57.274 milioni a fine dicembre 2007.

Nel corso della call, l'AD ha risposto brevemente a domande su Mediobanca (MDBI.MI) e Atlantia (ATL.MI). A proposito del possibile ritorno a una governance tradizionale nella investment bank milanese, Profumo ha commentato: "Quello che interessa a noi è trovare la soluzione migliore che crei valore per gli shareholder".

Per Atlantia, "stiamo considerando le diverse possibilità per vendere eventualmente la nostra partecipazione" ha confermato. "Dobbiamo aspettare le ricerche non soltanto dei nostri consulenti, ma anche di altri operatori. Ed è importante valutare i prezzi offerti in relazione al valore della compagnia".

Il titolo Unicredit ha chiuso oggi a Piazza Affari perdendo lo 0,75% a 3,821 euro. Dopo i dati aveva brevemente avuto un periodo positivo salendo fino a un massimo di 3,90.

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