Farmaci, fatturato industria stabile in 2010 - Farmindustria

lunedì 30 novembre 2009 16:25
 

MILANO, 30 novembre (Reuters) - L'industria farmaceutica italiana nel 2010 registrerà un fatturato stabile a fronte di volumi in leggero aumento. Sono le previsioni di Sergio Dompé, presidente di Farmindustria.

Parlando a margine del convegno "L'industria farmaceutica a capitale italiano e lo sviluppo dell'Italia nel contesto della crisi internazionale", Dompé ha detto di prevedere "un fatturato stabile" e "un leggero aumento dei volumi" per l'industria nel 2010. Nel 2008 l'industria farmaceutica ha registrato un valore della produzione di 22,729 miliardi di euro, in crescita dell'1% rispetto all'anno precedente.

Il numero uno di Farmindustria non ha nascosto che ci sono "segnali preoccupanti sul fronte dell'export", mentre, per quanto riguarda gli aspetti occupazionali, ha spiegato che "ci sono opportunità di lavoro per le professionalità tecniche" e che "le pressioni delle Regioni" probabilmente avranno come conseguenza una riduzione "dell'informazione medico-scientifica".

Parlando della prossima Finanziaria, Dompé ha affermato: "Non chiediamo sconti, ma soltanto che il governo guardi alla spesa... (quella) farmaceutica negli ultimi otto anni non è aumentata".

Le imprese farmaceutiche, inoltre, chiedono "che si vada avanti con gli incentivi alla ricerca". Nel corso del convegno, su questo punto il presidente di Assolombarda, Alberto Meomartini, ha definito "molto rozzo" il cosiddetto click-day, pur riconoscendo che si è trattato di "un tentativo di mettere un tetto al credito d'imposta". Federico Nazzari, consigliere di amministrazione di Recordati (RECI.MI: Quotazione), ha rincarato la dose, definendo "barbaro" il sistema del click-day.

Tornando a Dompé, il presidente di Confindustria ha aggiunto: "Chiediamo i contratti di programma... e chiediamo appropriatezza nella programmazione della spesa farmaceutica".

L'evento è stata l'occasione per presentare una serie di proposte messe a punto da Farmindustria e dalla fondazione Magna Carta. Fra i punti toccati dal documento c'è la richiesta che venga "evitato ogni tentativo di introduzione di prescrizione del principio attivo".

Dompé ha difeso questa posizione sulla base del fatto che in Italia "il costo dei farmaci per il cittadino è il più basso in Europa" e ciò spiega "la scarsa penetrazione dei generici" nel nostro Paese. In conclusione, "è fuorviante la comparazione con i Paesi che hanno una spesa farmaceutica molto più alta".

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