21 febbraio 2013 / 08:24 / 5 anni fa

Borsa Milano chiude maglia nera in Europa su timori elezioni

Operatori a lavoro. REUTERS/Rafael Marchante

MILANO (Reuters) - Un mix di notizie negative, come la nuova flessione dell‘attività manifatturiera in Europa e la possibile fine degli stimoli monetari Fed, unite all‘accentuarsi dei timori sulle vicine elezioni deprimono la borsa milanese, che, peggiore in Europa, chiude in deciso calo.

“In Italia si vota a giorni, dunque alle incertezze sulla generale ripresa dell‘economia, si sommano quelle sull‘esito elettorale” commenta un trader.

Mentre il differenziale fra Btp e Bund decennali si allarga oltre 290 punti base, i titoli del comparto bancario accentuano la flessione e aggravano le perdite dell‘indice principale. “In caso di instabilità i più a rischio sono proprio i finanziari, che oggi costituiscono il tema dominante sul mercato italiano” aggiunge l‘operatore.

Il calo accentuato dell‘azionario non implica una sostanziale inversione di tendenza sugli scambi, che, seppur leggermente migliori delle scorse sedute, rimangono sottotono. “I volumi mi sembrano bassi. C‘è qualche presa di profitto, soprattutto di investitori esteri” nota il trader, secondo cui la “stasi” sul mercato continuerà anche domani e lunedì: “Tutti aspettano le urne” dice.

In chiusura, il FTSE Mib cede il 3,13%, mentre l‘Allshare perde il 3%. Volumi per 2,2 miliardi di euro. Il FTSEurofirst 300 arretra dell‘1,45%.

* Decisamente penalizzato dalla risalita dello spread, il comparto delle banche vede ribassi tra il 2,5% e il 5%, peggiori del calo dello stoxx europeo che chiude a -2,42%. Pesanti le bluechip UNICREDIT (-4,3%) e INTESA SP (-4,07%). Vanno anche peggio le popolari, con UBI che cede il 5,15%, seguita a ruota da POP EMILIA a -4,9%. MPS scivola di oltre quattro punti.

* In un Ftse Mib tutto all‘insegna delle vendite, spicca in controtendenza PARMALAT che, dopo il balzo del 4,3% di ieri, va avanti a guadagnare (+2,24%) con volumi corposi. Un broker, in una nota, cita indiscrezioni stampa sul fatto che la società potrebbe proporre un dividendo straordinario di 0,10 euro per azione. [ID:nL6N0BLC01]

* In forte calo MEDIASET (-5,71%). Gli analisti ricordano che il titolo è sempre sensibile ai temi politici e resterà volatile fino al voto del fine settimana. “Mediaset potrebbe in teoria beneficiare nel caso di una forte affermazione di Silvio Berlusconi anche se una possibile reazione negativa dei mercati a un‘eventualità di questo tipo potrebbe alla fine pesare anche su Mediaset”, ha detto uno di loro.

* Accusa un ribasso inferiore a quello dell‘indice FINMECCANICA nel giorno del primo cda dopo l‘arresto e alle dimissioni dell‘AD Giuseppe Orsi.

* Realizzi su A2A che chiude a -4,9%, dopo il balzo superiore al 4% della vigilia.

* Fuori dal paniere principale, corre TELECOM ITALIA MEDIA (+7,08%): sul mercato si torna a sottolineare che, se fossero confermate le indiscrezioni di uno stralcio dei crediti da parte della controllante Telecom nell‘ambito della cessione di La7 a CAIRO, la valutazione della società crescerebbe sensibilmente.

* Rimanendo agli editoriali, scivola (-5,12%) sulla scia di indiscrezioni stampa che parlano di un aumento di capitale forse superiore ai 400 milioni di euro e di un ripensamento sulla vendita della sede del Corriere di via Solferino. [ID:nL6N0BLA7L]

* Vola del 6,25% ARENA dopo che ieri è stato depositato il decreto di omologa della proposta di concordato preventivo in continuità. [ID:nL6E8C42OQ]

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