12 febbraio 2013 / 17:58 / 5 anni fa

Imu, 23,7 miliardi il gettito 2012, 1,2 miliardi oltre stime

ROMA (Reuters) - Con 23,7 miliardi in totale nel 2012, l'Imposta municipale sugli immobili (Imu) ha raccolto un gettito superiore di 1,2 miliardi rispetto alle ultime stime del governo. Il gettito sulla prima casa è risultato di "circa 4 miliardi", il 17% dei versamenti complessivi.

A fornire una prima analisi di quanto sia costata a contribuenti e imprese l'imposta al centro della campagna elettorale è il sottosegretario all'Economia, Vieri Ceriani.

"Nonostante la campagna mediatica contro l'Imu, dai dati non emerge nessuna fuga", ha commentato Ceriani incontrando i cronisti a Via XX Settembre.

Nel quadro tendenziale del bilancio pubblico, aggiornato a fine settembre, l'Imu era inclusa per una previsione di gettito pari a circa 22,5 miliardi nel 2012, a 23 miliardi nel 2013 e a 23,3 miliardi nel 2014". Il maggior gettito teorico, ad aliquote invariate, sarebbe pari a 700 milioni nel 2013 e a 400 milioni nel 2014.

L'Italia si è impegnata con l'Unione europea a chiudere il 2012 con un disavanzo nominale inferiore al 3% del Pil, condizione necessaria affinché Bruxelles chiuda la procedura aperta per deficit eccessivo (Pde). L'obiettivo per il 2013 è il pareggio di bilancio strutturale, al netto del ciclo e delle una tantum.

Ceriani indica in 3,8 miliardi la quota di gettito dovuta alle manovre dei comuni, che hanno la facoltà di aumentare o diminuire entro certi limiti le aliquote di base.

Con l'aliquota standard del 4 per mille l'Imu sull'abitazione principale avrebbe fruttato circa 3,4 miliardi, 600 milioni in meno. Oltre un quarto delle prime case si conferma esente dal pagamento dell'imposta.

Il CONTO DELLE IMPRESE

Attraverso la maggiore imposizione sugli immobili, il governo di Mario Monti ha cercato di limitare gli effetti negativi sulla crescita dell'ultima manovra correttiva da 21 miliardi di euro.

Alla base della decisione c'era anche la constatazione che le tasse sulla proprietà immobiliari in Italia ammontavano nel 2009 allo 0,6% del Pil, quasi la metà della media Ocse (1,1%). Con l'Imu, dice Ceriani, l'Italia si trova ora poco sopra la media.

Il Tesoro dice che l'Imu ha una struttura di imposta più progressiva rispetto all'Ici, la tassa sugli immobili diversi dall'abitazione principale in vigore fino al 2011.

Una simulazione elaborata dal Dipartimento finanze indica in 195 euro l'Imu sulla prima casa per redditi fino a 26.000 euro. Il valore medio sale a 267 tra 26.000 e 55.000 euro e a 382 euro per chi dichiara tra 55.000 e 75.000 euro. I titolari di reddito superiore a 120.000 euro annui hanno pagato in media 629 euro l'anno.

Ad accentuare la progressività contribuisce la più alta aliquota base del 7,6 per mille che la manovra "Salva Italia" prevede per le seconde, terze e quarte case.

"Tassare il patrimonio, sia pure ad aliquote proporzionali e non progressive, equivale a un'imposizione progressiva sul reddito, perché la ricchezza è molto più concentrata del reddito", dice Ceriani.

La vera stangata sembra riguardare le imprese. I dati sono provvisori e si basano sulle deleghe di pagamento del 25 gennaio 2013, ma il Tesoro arriva comunque a stimare in 9.313 euro l'imposta media versata sugli immobili diversi dall'abitazione principale dagli oltre 700.000 soggetti "diversi dalle persone fisiche". Con un gettito superiore a 6,5 miliardi, il mondo produttivo dovrebbe aver contribuito al 27% dei versamenti complessivi.

(Giuseppe Fonte)

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Giuseppe Fonte

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