1 febbraio 2013 / 09:10 / 5 anni fa

Italia, disoccupati dicembre a record, 2013 ancora difficile

Disoccupati in fila davanti ad un'agenzia interinale. REUTERS/Andrea Comas

* Percentuale senza lavoro a 11,2%, record da 1999

* In 2012 quasi mezzo milione disoccupati in più

* Aumento inattivi segnala scoraggiamento donne e giovani

di Elvira Pollina

MILANO (Reuters) - Quasi mezzo milione di senza lavoro in più in un anno, un tasso di disoccupazione ai massimi dal 1999 e numero crescente di persone che rinunciano a cercare un‘occupazione di fronte all‘impossibilità di trovarne una.

Le cifre diffuse oggi da Istat confermano la difficoltà del mercato del lavoro, destinata a proseguire quest‘anno, con cui dovrà inevitabilmente confrontarsi il prossimo governo.

A dicembre 2012 il numero dei disoccupati è salito a 2,875 milioni, con un aumento di 474mila unità rispetto allo stesso periodo del 2011.

Se a livello congiunturale il tasso resta invariato all‘11,2%, sui massimi dall‘inizio della serie, il confronto annuo con il 9,4 di dicembre 2011 meglio evidenzia l‘estrema sofferenza del mercato del lavoro.

“E’ una conferma che la recessione sta continuando, e che proseguirà per almeno un altro paio di trimestri”, commenta Paolo Pizzoli, economista di Ing.

La lettura invariata del dato mensile, spiegano gli analisti, va messa in relazione all‘aumento degli inattivi (+0,2% rispetto a novembre), ovvero di quanti, dopo mesi di tentativi, hanno gettato la spugna, rinunciando a cercare un lavoro.

“E’ un preoccupante sintomo di scoraggiamento: negli ultimi mesi la percentuale di inattivi era scesa soprattutto perché donne e giovani, complice la riduzione del reddito disponibile della famiglie, si erano buttati alla ricerca di un lavoro”, spiega Paolo Mameli di Intesa Sanpaolo.

“Ma queste persone hanno sbattuto contro l‘impossibilità di trovare un impiego, rassegnandosi e uscendo dal mercato. Questo contiene il tasso di disoccupazione ma non rende meno preoccupante la situazione del mercato del lavoro, che resta fragile”, prosegue Mameli.

Con il passaggio alla categoria degli inattivi si spiega anche il lieve calo congiunturale della disoccupazione giovanile, passata a dicembre al 36,6% dal 36,8% di novembre.

Secondo gli economisti, il tasso di disoccupazione è destinato a salire nel 2013, nonostante a partire dalla seconda metà dell‘anno l‘economia dovrebbe iniziare a mostrare lenti segnali di uscita dalla recessione.

“I riflessi della congiuntura economica sul mercato del lavoro si manifestano con circa un semestre di ritardo. Questo vuol dire che il 2013 sarà ancora un anno molto duro dal punto di vista occupazionale”, conclude Mameli.

(ha collaborato da Roma Antonella Cinelli)

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