15 gennaio 2013 / 15:48 / 5 anni fa

Btp 2028 sarà da 6 mld, ordini oltre 11 mld, +30 pb

Nuovo Btp 15 anni 2028 sarà da 6 mld, rendimento 30 pb su Btp 3/2026.Kai Pfaffenbach

di Gabriella Bruschi

MILANO (Reuters) - Dopo una tormentatissima riflessione sulla size finale il Tesoro italiano ha deciso di emettere via sindacato il suo nuovo Btp a 15 anni - il settembre 2028 - per ben 6 miliardi, a un rendimento pari a 30 punti sopra quello dell'attuale benchmark marzo 2026, vale a dire in area 4,78%.

Lo dicono a Reuters due lead manager dell'operazione aggiungendo che gli ordini, compresi quelli raccolti dai co-lead, sono pari a oltre 11 miliardi di euro.

In serata verrà reso noto il prezzo e la cedola, attesa a 4,75%.

"Ancora prima che aprissimo i book, abbiamo visto un forte interesse per questo nuovo titolo della Repubblica, e in effetti l'interesse si è trasformato in ordini veri e propri tra i quali abbiamo visto una forte partecipazioni di investitori stranieri" dice una delle banche a guida dell'operazione.

Il mercato dei Btp in generale, che dopo aver aperto in calo si era portato in territorio positivo, dopo l'annuncio della chiusura dell'operazione è stornato solo leggermente dai massimi.

Il Btp marzo 2026 quota attorno alle 17 un prezzo di 100,66 per un rendimento del 4,481% da 4,517% dell'apertura.

Lo spread Btp/bund sul decennale è a 269 punti base dopo un'apertura stamane a 271 pb e da 265 pb della chiusura ieri.

"L'operazione è stata molto positiva sia per la size sia per il pricing" dice Alessandro Giansanti, strategist di Ing, banca che non è tra i lead manager dell'operazione.

"Questa operazione consentirà al Tesoro di fare front-loading per il 2013. Il fatto che abbia ricevuto tanti ordini, dopo che per mesi non si vedeva domanda dagli investitori per questo tratto di curva, fa ben sperare per l'appetito per la carta italiana in futuro".

Quanto al rendimento offerto, "il titolo di oggi ha beneficiato del fatto che il vecchio Btp 2026 ha uno spread sul midswap - attorno a 240 pb - più stretto di una quindicina di punti base rispetto ai titoli suoi vicini: ciò ha consentito al Tesoro di essere abbastanza generoso con un rendimento di +30 punti base" dice ancora Giansanti.

In vista dell'operazione gli strategist stimavano un 'fair value' per il nuovo 15 anni - settembre 2028 - interpolando il rendimento dell'attuale Btp benchmark 15 anni marzo 2026 e il Btp novembre 2029 e individuandolo nell'area 22/23 punti base sopra quello del 2026, pari a circa il 4,70% [ID:nL6N0AJ3ZE].

SCADENZA LUNGA SDOGANATA DOPO LUNGO PERIODO DI GELO

Dalla scadenza a 15 anni il Tesoro si è tenuto lontano - fatta eccezione per qualche riapertura di dimensione contenuta - nei tempi in cui il mercato era in pieno attacco speculativo.

Il rendimento del Btp marzo 2026 infatti eveva toccato un massimo a 7,81% all'inizio di novembre 2011 e ancora a luglio scorso era al 6,8% da cui è iniziato a scendere progressivamente, assestandosi stabilmente sotto la soglia del 5% dalla metà del dicembre scorso.

Negli ultimi due anni l'Italia ha rallentato le emissioni di questa scadenza: nel 2011 ha emesso poco meno di 10 miliardi mentre nel 2012 ha emesso solo 4,5 miliardi, comprese le riaperture di off-the-run bonds e del Btp 2026, osserva Unicredit. "Un calo deciso se lo si paragona alla media annua di 23 miliardi di euro nel periodo 2009-2010" dice.

L'ultima emissione di un nuovo titolo su questa scadenza, 28 mesi fa, aveva visto un primo collocamento per 6 miliardi contro una domanda di oltre 10 miliardi ed aveva registrato un premio di 10 punti base sopra il rendimento del Btp 2025, precedente benchmark.

Spesso Maria Cannata, che gestisce il debito pubblico al ministero del Tesoro, ha detto che si sarebbe esplorata la possibilità di un nuovo 15 anni, ma si attendeva che i tempi fossero maturi. In altre parole: che gli investitori tornassero a credere nell'Italia.

Già la scorsa settimana qualche indizio era emerso, quando non sono stati riaperti altri titoli di questa scadenza [ID:nL5E9CB8M3]. L'attuale benchmark 2026 è in circolazione per oltre 18 miliardi.

Del resto molto osservatori vedono il timing di questo lancio quanto mai opportuno. "Meglio ora che più tardi, con l'avvicinarsi dell'appuntamento elettorale in Italia e la possibilità che anche la Spagna possa uscire con un bond sindacato" dice Giansanti.

La decisione di un'emissione lunga va nella direzione dell'allungamento della vita medio del debito italiano che ora è attorno a 6,5 anni.

"L'emissione di un nuovo 15 anni benchmark reppresenta un segnale molto positivo in termini di una normalizzazione dei mercati finanziari e aiuterà il Tesoro a raggiungere uno dei suoi principali obbiettivi per il 2013: la riduzione della vita media del debito" si legge in una nota odierna di Unicredit.

"Non sarà tanto il collocamento di oggi ad allungare la vita media del debito quanto il fatto che essa porterà riaperture nel corso dell'anno" dice Chiara Manenti, strategist di Intesa SanPaolo.

"Inoltre se questa operazione - come sembra - andrà bene - mi aspetto che nel corso dell'anno la Repubblica possa uscire anche con un nuovo Btp a 30 anni sindacato, visto che quello attuale ha ormai vita residua più corta".

Guidano l'operazione Banca IMI, Barclays Bank, Crédit Agricole, Goldman Sachs e JP Morgan.

La Repubblica Italiana ha rating 'Baa2' per Moody's, 'BBB+' per S&P's e 'A-' per Fitch. Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia ��

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