8 gennaio 2013 / 10:23 / 5 anni fa

Atlantia e Gemina accelerano su fusione, possibili cda febbraio

di Paola Arosio e Stefano Bernabei

MILANO/ROMA (Reuters) - Gemina, che controlla Aeroporti di Roma (Adr), si fonderà presto in Atlantia, holding della maggiore concessionaria autostradale italiana, - entrambe le società fanno capo alla famiglia Benetton - per realizzare prima e al meglio il piano decennale da 2,5 miliardi di investimenti studiato per rilanciare lo scalo di Fiumicino.

Lo hanno detto a Reuters alcune fonti a conoscenza diretta dell‘operazione secondo le quali i tempi sono serrati. Ipotesi cui sembra credere anche il mercato che riversa acquisti su Gemina.

Per una delle fonti, è verosimile che nel mese di febbraio i cda di Atlantia e Gemina possano già esaminare il progetto di integrazione che avverrebbe o attraverso una offerta pubblica di acquisto o attraverso una offerta di scambio di azioni o in una forma più articolata che tenga conto delle differenti esigenze di alcuni dei soci di Gemina, meno interessati ad entrare in Atlantia.

“Per fine gennaio i parametri saranno settati, sarà chiaro come fare l‘operazione e gli eventuali concambi anche se poi i tempi dipenderanno dal tipo di operazione che si deciderà”, dice una delle fonti.

“O si fa una Opa su Gemina o uno scambio carta su carta. Ci sono due o tre opzioni, lo scambio carta su carta sembra più complicato”, aggiunge.

La complicazione, conferma una seconda fonte, potrebbe essere sia legata a tempi più lunghi per definire concambi e strutturare l‘operazione, sia “per il fatto che Changi - uno degli azionisti di Gemina, gestore dell‘aeroporto di Singapore - non sembra interessato a prendersi azioni Atlantia essendo un operatore aeroportuale puro”.

In tal caso, suggerisce questa seconda fonte, “si potrebbe immaginare che resti con azioni Adr ma dovrebbe essere compensato per il fatto che sarebbero meno liquide, magari con una put e con qualche remunerazione legata all‘Ebitda”.

Anche per questo, dice questa fonte, “mi sembra che in Atlantia ci sia una qualche preferenza per l‘Opa rispetto allo scambio di azioni”.

Gemina è controllata al 35% e vale 1,6 miliardi, quindi il flottante interessato da una eventuale Opa sarebbe il 65% con un costo alle quotazioni attuali circa un miliardo.

In ogni caso, ipotizza la prima fonte, “per fine mese le opzioni saranno chiare, ci sarà un calendario e poi i cda potranno deliberare. E’ ragionevole che ci siano cda su questo in febbraio”.

Una terza fonte a diretta conoscenza del dossier ritiene che l‘operazione “potrebbe essere annunciata presto, già entro il primo trimestre del nuovo anno” ed è gradita anche al governo che vede così più garantita l‘esecuzione degli investimenti, consentendo di anticipare oltre 300 milioni del programma di ampliamento dell‘aeroporto, con gli investimenti previsti che salirebbero ad oltre 1,2 miliardi entro il 2016. [ID:nL5E9C4956]

In borsa Gemina sale oggi di oltre 6% a 1,1620 e continua a guadagnare nonostante nei giorni scorsi una nota della controllante Sintonia parlasse dell‘integrazione come di una ipotesi “soggetta ad approfondita analisi, peraltro ancora da avviare”. [ID:nL5E8NS1I5] Poco mossa Atlantia.

FUSIONE SBLOCCATA CON NUOVO CONTRATTO PER ADR

A mettere sulla rampa di lancio l‘integrazione delle due holding è il lungamente atteso contratto di programma - che prevede investimenti fino a 12,1 miliardi di euro per la durata della concessione al 2044, di cui 2,5 nei primi dieci anni - firmato in dirittura d‘arrivo prima della fine del 2012.

Secondo le slide di Gemina in cui si illustra il nuovo contratto per Adr, dopo la firma del Dpcm del governo - lo scorso 21 dicembre - mancano ancora pochi passaggi formali perché entri in vigore il nuovo schema tariffario.

Entro febbario ci sarà la registrazione del testo presso la Corte dei Conti, in marzo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e da maggio la prevedibile applicazione del nuovo regime tariffario.

«Ora con il via libera del governo la strada è in discesa, ma bisogna correre per realizzare il piano, e la fusione permetterebbe di avere un migliore accesso alle risorse finanziarie e competenze manageriali adeguate all‘importanza del progetto», spiega una delle fonti che stanno seguendo il dossier.

Il contratto di programa è stato approvato definitivamente alla fine dello scorso anno [ID:nL5E8NR3Y9] e ha subito alcune prescrizioni da parte del governo, tra cui l‘anticipo di parte degli investimenti e la cancellazione del progetto dello scalo di Viterbo. Ora assegna a Fiumicino al missione di vero hub, con stime di un potenziale traffico passeggeri di 100 milioni al 2044 e vede Ciampino come “city airport”.

“Servirà un po’ di tempo per ‘far girare’ il nuovo piano con queste modifiche per verificare la consistenza dell‘equilibrio finanziario, soprattutto perché si anticipano investimenti”, spiega una delle fonti. Gli investimenti previsti per Viterbo saranno dirottati, si legge nelle slide, sullo sviluppo del nuovo progetto Fiumicino Sud che assorbirà 7,2 miliardi del capex totale.

AZIONISTI GEMINA RIVEDRANNO DIVIDENDI

Atlantia è controllata da Sintonia (che fa capo a Edizione della famiglia Benetton) con il 46,4% e ha il 2% di azioni proprie. Il 6,3% è della Fondazione Crt, il 5% di Blackrock e il 2% di Lazard.

Gemina è controllata da Sintonia al 35,9%, poi vede nel capitale Mediobanca con il 12,7%, Toti al 12,3%, Changi al 5,2%, Fondiaria-Sai al 4,2%, Unicredit al 3,4%, Ubs al 3,2%, Generali al 2,9% e Norges Bank al 2%.

Per gli azionisti di Gemina, argomentano le diverse fonti, fondersi in Atlantia significa avere azioni che finalmente danno un dividendo certo, dopo anni di attesa, un investimento più liquido rispetto a un titolo con basso flottante come Gemina e competenze manageriali, quelle del maggiore concessionario autostradale italiano, per sfruttare le sinergie operative che verrebbero: per esempio dall‘utilizzo della società Pavimental per realizzare parte delle opere nello scalo.

“In questo caso forse potrebbe essere necessario far ‘salire Pavimental’ nella holding per poter fare il 40% dei lavori in house come prevede la legge”, dice una delle fonti.

Pavimental è controllata al 99,4% da Autostrade per l‘Italia, che sta sotto la holding Atlantia, e ha come core business i “lavori di costruzione e manutenzione delle pavimentazioni stradali, autostradali ed aeroportuali”.

Forse meno forti di quelle degli azionisti Gemina ma altrettanto evidenti sono le ragioni pro-fusione per gli azionisti di Atlantia. L‘integrazione di autostrade e aeroporti significherebbe le possibilitá di commesse estere nei Paesi dove giá il gruppo guidato dall‘AD Giovanni Castellucci è presente, come Cile, Brasile o India.

«Se in Cile, dove Atlantia è forte, decidessero di bandire una gara per un nuovo aeroporto a Santiago, la nuova Atlantia con Adr avrebbe maggiori chance», spiega una delle fonti.

«In questo modo si aggiunge una leva al potenziale di crescita del gruppo», aggiunge.

Del resto il matrimonio, tutto in famiglia, tra la grande concessionaria autostradale dei Benetton e il loro maggiore gestore in concessione di aeroporto darebbe ad Atlantia caratteristiche simili a grandi competitor come Cintra o Vinci per operare al meglio su mercati, come il Brasile, dove l‘accoppiata autostrade più aeroporti e già molto presente.

In Sintonia sono presenti anche il fondo di Singapore GIC, Mediobanca <MDBI.MIz e un fondo di Goldman Sachs. GIC entro il 15 gennaio sottoscriverà un aumento di capitale di 200 milioni di Sintonia, portando a un calo del debito della holding a 400 milioni. Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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