10 dicembre 2012 / 10:04 / tra 5 anni

Italia, domanda estera contiene caduta Pil in trim3

Nel terzo trimestre del 2012 il Pil è diminuito dello 0,2% in termini congiunturali, meno di quanto era avvenuto nel secondo trimestre, quando il calo e' stato dello 0,7%. Su base annua il Pil è sceso del 2,4% analogamente al secondo trimestre. REUTERS/Lee Jae-Won

MILANO/ROMA (Reuters) - A livello assoluto migliora rispetto ai tre mesi precedenti, ma soltanto grazie alla tenuta del canale export, il prodotto interno lordo italiano del terzo trimestre, protagonista di una frazionale ripresa che potrebbe rivelarsi estemporanea.

Diffusi stamane alle 11, un‘ora dopo quelli - non meno scoraggianti - sulla produzione industriale di ottobre, i dati definitivi a cura di Istat confermano la prima stima fotografando un‘economia in contrazione di 0,2% su base trimestrale e 2,4% a perimetro annuo.

In linea alle attese dei mercati, la variazione va confrontata con il -0,7% su trimestre e il -2,4% su anno dei tre mesi al 30 giugno scorso.

Decisamente peggio del consensus invece la lettura della produzione di ottobre, la cui battuta d‘arresto è di 1,1% su settembre contro una mediana delle previsioni pari a -0,2%.

Tornando al Pil, del resto, al di là del risultato in sé sono i dettagli dell‘aggregato a destare il pessimismo degli osservatori addetti ai lavori.

Tra le singole componenti, infatti, si registra -0,9% la domanda nazionale al netto delle scorte, -0,7% i consumi finali interni e -0,2% gli investimenti fissi lordi. Al di sopra della linea di galleggiamento stanno le scorte, a +0,2% rispetto al -0,1% del secondo trimestre, e la domanda estera netta a +0,6% da +0,4% nei tre mesi al 30 giugno.

“Emerge chiaramente il classico dato di un Paese che sta facendo aggiustamento dei conti pubblici: quindi austerità fiscale, meno consumi, sia privati sia pubblici, e meno investimenti. Quella italiana è una recessione da domanda interna e purtroppo le ragioni che portano a questo tipo di recessione non svaniscono rapidamente” osserva l‘analista Barclays Fabio Fois.

“Quando la recessione è da domanda estera, questa può essere più violenta ma in generale più breve. [...] Nel caso italiano temo invece che la recessione sarà più lunga e si protrarrà anche all‘anno prossimo, su cui abbiamo una stima di contrazione complessiva dello 0,8%” aggiunge.

Più pessimista ancora l‘ufficio studi Intesa Sanpaolo, la cui proiezione sull‘anno prossimo è di una media di -1% dopo il -2,1% del 2012.

“La flessione di consumi e investimenti resta marcata e l‘unica componente ancora positiva - oltre il +0,2% delle scorte - è il canale estero. Come nel secondo trimestre, tuttavia, si tratta del risultato di un piccolo aumento delle esportazioni parallelo a un calo molto più pronunciato dell‘import” spiega Paolo Mameli, secondo cui il miglioramento è di natura estemporanea e nel quarto trimestre si tornerà a una contrazione economica di 0,6/0,7%.

Un viatico per gli ultimi tre mesi dell‘anno sicuramente oneroso sono i numeri sulla produzione industriale di ottobre.

“Il dato peggiore delle attese prefigura per il quarto trimestre una performance molto debole del settore industriale” scrive una nota dell‘ufficio studi UniCredit a cura di Chiara Corsa e Loredana Federico.

“Le indagini congiunturali di novembre non mostrano una chiara inversione di tendenza e dipingono un quadro a tinte miste: l‘indice Istat sulla fiducia delle imprese evidenzia un miglioramento mentre quella Pmi riflette ulteriore debolezza” aggiunge.

Hanno peraltro ampiamente deluso le aspettative dei mercati finanziari, sempre in ottobre, anche i dati francese (-0,7% su settembre contro un consensus pari a +0,3%) e tedesco (-2,6% su mese rispetto ad attese per -0,5%).

Tornando infine brevemente al Pil del terzo trimestre, per quanto magrissima consolazione vale la pena evidenziare come il -0,2% dell‘Italia poco si discosti dal -0,1% dell‘intera zona euro confermato la settimana scorsa da Eurostat.

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