15 novembre 2012 / 12:07 / 5 anni fa

Italia, recessione meno pesante in trim3 ma outlook debole

Italia, recessione meno pesante in trim3 ma outlook debole. REUTERS/Alessandro Bianchi

di Giulio Piovaccari

MILANO/ROMA (Reuters) - Si attenua, e in maniera più forte del previsto, il passo della recessione italiana nel terzo trimestre dell‘anno, in scia al miglioramento della performance della produzione industriale.

Ma proprio l‘eccezionalità dei dati di produzione estivi - che già in settembre hanno mostrato un‘inversione di tendenza che promette di confermarsi anche nei mesi successivi - dovrebbe impedire la prosecuzione del trend di miglioramento del quadro economico del paese anche nel quarto trimestre.

Il Pil italiano, secondo i dati preliminari pubblicati stamane dall‘Istat, si è contratto dello 0,2% in termini congiunturali a fronte del -0,7% del secondo trimestre, dato quest‘ultimo rivisto dal -0,8% della precedente lettura.

“Il calo congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nei comparti dell‘agricoltura e dei servizi e di un leggero aumento in quello dell‘industria” si legge nella nota dell‘ufficio di statistica, in cui si aggiunge che la variazione acquisita del Pil, per il 2012, è pari a -2,0%.

Su base tendenziale, nel terzo trimestre la contrazione è stata del 2,4%, analoga a quella dei tre mesi precedenti (anche in questo caso il dato è stato rivisto, da -2,6%).

Le previsioni degli economisti, elaborate in un sondaggio Reuters, indicavano un calo del Pil dello 0,5% su trimestre e del 2,9% su anno. Dunque un dato, quello odierno, migliore delle attese, che potrebbe spingere gli economisti a ritoccare in meglio le loro stime sull‘andamento dell‘economia italiana nel 2012, al momento largamente allineate al -2,4% indicato dal governo del Documento di economia e finanza (Def) diffuso in settembre.

“A trascinare questo allentamento del passo della recessione, è stata la buona performance dell‘industria. Dopo i buoni dati di luglio e agosto, la correzione di settembre non è stata tale da compensarli, favorendo un forte miglioramento dell‘andamento del settore dopo il -1,6% del secondo trimestre” afferma l‘economista di Unicredit Chiara Corsa.

La produzione industriale italiana ha tenuto in luglio (-0,1% su mese) ed è balzata in agosto (+1,7%), salvo poi frenare in settembre (-1,5%) garantendo comunque un saldo complessivo sostanzialmente invariato sul trimestre, come indicato nei giorni scorsi dall‘Istat [ID:nL5E8M95PO].

“La dinamica meno negativa rispetto al trimestre precedente della produzione industriale ha influito positivamente sul Pil” conferma l‘economista di Ing Paolo Pizzoli.

ECONOMIA ITALIA ANCORA UNA VOLTA PEGGIO DI EUROPA

Ma nonostante la rilevazione migliore delle attese, i dati odierni non fanno che allungare ulteriormente la già lunga serie di trimestri in cui la performance economica italiana è risultata più debole rispetto a quella europea.

In mattinata sono stati pubblicati i preliminari sul Pil della zona euro e delle principali economie europee che confermano l‘incapacità strutturale dell‘Italia di crescere al pari dei cugini europei.

Il Pil della zona euro si è contratto solo dello 0,1% nell‘ultimo trimestre [ID:nL5E8MF76J], per non parlare di Germania e Francia che, pur non vivendo certamente un momento di brillantezza economica, si sono comunque assicurate una crescita dello 0,2% [ID:nL5E8MF1YE] [ID:nL5E8MF1O9]. Per restare tra le big europee solo la Spagna ha fatto peggio dell‘Italia anche se di poco, -0,3%, considerando tutti i problemi attuali del paese, compresa una disoccupazione prossima al 25% [ID:nL5E8MF3DX].

“A differenza del 2009, la recessione italiana è guidata dalla domanda interna, con un impatto meno violento ma più prolungato sul tasso annuale” commenta l‘economista di Barclays Fabio Fois. “Se il contributo migliore è probabilmente venuto dalla produzione industriale, il momento della ripresa resta comunque lontano”.

TREND DOVREBBE TORNARE NEGATIVO PER PIL E PRODUZIONE

Gli economisti sembrano condividere la visione secondo cui difficilmente il quarto trimestre potrà portare un nuovo miglioramento sul fronte della crescita, anche in considerazione dei numeri poco incoraggianti emersi dalle recenti indagini congiunturali e della debolezza prospettica della domanda estera, determinante per un paese esportatore come l‘Italia.

“Temo che quello di oggi sia un dato troppo bello per essere vero: riteniamo che la forza mostrata dal settore industriale non sia genuina ma dovuta alla volatilità estiva” sottolinea Chiara Corsa.

“Visto che la correzione di settembre (della produzione) comporterà un effetto statistico negativo sul quarto trimestre e, considerando che la tornata di indagini congiunturali di ottobre non ha dato alcun segnale di inversione di tendenza, dopo il buon dato del terzo trimestre, torneremo a vedere un peggioramento della performance del settore” prosegue l‘economista di Unicredit indicando rischi al ribasso sull‘attuale previsione della banca di un -0,3% sul Pil degli ultimi quattro mesi dell‘anno.

“Questo dato non segnala ancora un‘inversione di tendenza (del Pil): potrebbe vedere una conferma o un lieve peggioramento nel corso del quarto trimestre” conferma Paolo Pizzoli di Ing. “La produzione industriale in settembre è tornata a scendere, in linea con le mie attese, e le indicazioni per il mese di ottobre sono di un nuovo calo, anche se meno marcato”.

(hanno collaborato Roberto Landucci, Sabina Suzzi, Alessia Pé)

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