November 12, 2012 / 6:43 PM / 5 years ago

Legge stabilità, da relatori emendamento a Tobin tax

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ROMA (Reuters) - Si avvia a mutare forma la Tobin tax all'italiana, l'imposta di bollo sulle transazioni che hanno ad oggetto azioni, strumenti finanziari partecipativi e derivati.

Secondo quanto riferisce una fonte ministeriale, i relatori della Legge di stabilità, Renato Brunetta (Pdl) e Pierpaolo Baretta (Pd), presenteranno un emendamento per modificare l'imposta in base alle indicazioni del Tesoro.

La proposta sarà discussa alle 7,30 durante una riunione tra i relatori e il sottosegretario al ministero dell'Economia, Gianfranco Polillo, affiancato da una delegazione di tecnici di Via XX settembre.

Nella formulazione attuale la Tobin tax all'italiana ha un'aliquota dello 0,05% e dovrebbe fruttare dal 2013 poco più di 1 miliardo l'anno.

Secondo la Banca d'Italia, la scelta di escludere dall'imponibile della Tobin tax le obbligazioni societarie può incentivare le imprese a indebitarsi anziché ricorrere al capitale di rischio.

Per la Consob, la Tobin tax può ingessare il mercato dei derivati andando tra l'altro a colpire indiscriminatamente le operazioni speculative e quelle a scopo di copertura.

Nella riunione saranno esaminati anche gli emendamenti alla manovra fiscale.

La maggioranza ha ottenuto dal governo la disponibilità a cancellare la riduzione dell'Irpef sui redditi fino a 28.000 euro. I circa 4,2 miliardi liberati nel 2013 e i 6,6 del 2014 dovrebbero essere usati prima di tutto per abolire i tagli a detrazioni e deduzioni e per evitare l'aumento dell'aliquota Iva pari oggi al 10% (l'aliquota ordinaria del 21% salirà di un punto dal mese di luglio del 2013).

Le risorse residue da redistribuire ammonterebbero quindi a circa 1 miliardi nel 2013, a 3,1 miliardi nel 2014 e a 2,5 miliardi nel 2015.

La rotta tracciata da governo e maggioranza punta ad aumentare nel 2013 le detrazioni per coniugi e figli a carico e a ridurre nel 2014 cuneo fiscale e Irap.

Il credito di imposta sugli investimenti in ricerca e sviluppo dovrebbe essere finanziato già dal 2013 con la soppressione dei sussidi alle imprese secondo il piano dell'economista Francesco Giavazzi.

Uno dei nodi da sciogliere riguarda le ulteriori misure fiscali già previste dal disegno di legge e che Pdl, Pd e Udc vorrebbero eliminare: l'aumento della tassazione sulle pensioni di guerra; la stretta sul settore agricolo; l'aumento dal 4 al 10% dell'Iva sulle cooperative agricole; il ripristino della clausola di salvaguardia sul Tfr.

Se il governo accettasse tutte le richieste della maggioranza, servirebbero altri 530 milioni nel 2013, 320 nel 2014 e 313 milioni nel 2015.

(Giuseppe Fonte)

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