November 9, 2012 / 10:58 AM / 5 years ago

Produttività, per Camusso accordo lontano. Si lavora su testo

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Il segretario della Cgil Susanna Camusso.Max Rossi

ROMA (Reuters) - Per un accordo tra le parti sociali sulla produttività, necessario per poter usufruire delle risorse messe a disposizione del governo, bisognerà aspettare dopo il nulla di della riunione di ieri sera.

L'esecutivo ha subordinato al raggiungimento di una intesa tra sindacati e associazioni datoriali la elargizione dei circa 1,6 miliardi stanziati per la produttività nella legge di Stabilità tra il 2013 e il 2014.

Il clima della vigilia sembrava buono e le imprese piuttosto compatte tra grandi e Pmi, ma ieri la trattativa si è arenata.

"Siamo molto lontani dall'intesa", ha detto stamani il segretario della Cgil, Susanna Camusso, ai microfoni di Radio Articolo 1 sostenendo che l'accordo tra le associazioni di impresa (Confindustria, Abi, Ania, Rete imprese Italia, Alleanza delle coop) sottoposto ieri all'attenzione dei sindacati accoglie la richiesta del governo di "riduzione dei salari contrattuali nazionali".

Nei giorni scorsi, il ministro del Welfare Elsa Fornero, ha chiesto che nell'accordo si superi l'automatismo tra aumento dell'inflazione e aumento del salario in un quadro di un maggior peso al contratto di secondo livello. L'aggancio, fosse anche all'Ipca (indice armonizzato europeo) e non al Nic nazionale, cerca oggi di tutelare il potere d'acquisto dei lavoratori.

Su questo punto non solo la Cgil, ma anche gli altri sindacati, hanno mostrato fastidio per la sortita del ministro ma ieri non si è discusso nello specifico di questo.

L'esecutivo punta anche a un maggiore uso dell'apprendistato, a un uso più flessibile dell'orario e una redistribuzione delle mansioni.

Tuona la Camusso che "il tema del demansionamento è una umiliazione per i lavoratori e la via breve che le imprese pensano di usare per risolvere l'allungamento dell'età pensionabile".

La Questione Della Rappresentanza

In realtà, ieri la Cgil ha posto al tavolo anche il tema della rappresentanza, rallentando la trattativa.

Il sindacato di Corso D'Italia ha chiesto che la Fiom sia riammessa a trattare per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici dal quale è esclusa per non aver firmato il contratto precedente. Camusso invoca l'accordo del 28 giugno 2011 che dà diritto ad essere rappresentati a tutti i sindacati che superano la soglia del 5%.

Gli altri sindacati e Confindustria sostengono che il protocollo non è ancora stato applicato e che la questione non riguarda nello specifico la trattativa sulla produttività, ma il clima si è fatto pesante.

"Non si può escludere dal tavolo della produttività a priori il tema della Fiom e del contratto dei metalmeccanici", ha insistito anche stamani Camusso.

La Uil ha invece chiesto che la gestione degli orari sia demandata al contratto nazionale e non al secondo livello ma soprattutto ha posto il veto sulla detassazione della parte di salario legato alla produttività. Per Luigi Angeletti, come spiega un suo portavoce, condizione imprescindibile per siglare l'intesa è che il governo si impegni a rendere strutturale la detassazione al 10%, dall'attuale 27% del premio di produttività.

Confindustria dal canto suo è determinata a fare un accordo con tutti e il presidente Giorgio Squinzi si è detto disponibile a lavorare ancora nei prossimi giorni "a un nuovo testo".

"I tecnici saranno in contatto nel fine settimana nella speranza che nei primi giorni della prossima settimana si possa convocare una nuova riunione", riferisce una fonte confindustriale.

Francesca Piscioneri Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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