11 maggio 2012 / 12:12 / 5 anni fa

Editoria, da governo criteri più rigidi per contributi

ROMA (Reuters) - Sale il rapporto tra copie distribuite e copie vendute necessario per accedere ai contributi pubblici per l'editoria del 2014.

È quanto prevede il decreto legge approvato oggi dal Consiglio dei ministri dopo circa quattro ore di riunione.

Per le testate nazionali (quelle cioè distribuite in almeno 5 regioni, con una percentuale di distribuzione in ciascuna non inferiore al 5% della distribuzione complessiva) "il rapporto è aumentato dal 15% al 30%. Per quelle locali dal 25% al 35%", spiega Palazzo Chigi in una nota.

"Questo meccanismo è mirato a far diminuire i costi di distribuzione e stampa, spingendo le imprese a rendere più efficiente la propria rete distributiva. In ogni caso, il contributo per ciascuna azienda non può superare quello calcolato in misura piena per l'anno 2010".

In più, il decreto interviene sui contributi da erogare nel 2013 ponendo "alcuni limiti ai costi ammissibili per calcolare l'importo del contributo statale".

"I costi ammessi sono solo quelli fondamentali di produzione e quelli relativi ai livelli effettivi di vendita. Il contributo 'variabile' viene calcolato esclusivamente sulle copie vendute. Si escludono dal computo le copie diffuse in blocco e tramite 'strillonaggio'", spiega il governo.

"Non sono più ammessi al calcolo del contributo le spese per materiali di consumo e promozionali e, in particolare, consulenze e 'service'. Saranno rimborsati nella misura del 50% i costi relativi a giornalisti, personale, stampa, distribuzione".

Per accedere al contributo l'impresa deve risultare in regola con gli adempimenti tributari verso lo Stato. I criteri per il calcolo dei contributi sono applicati anche ai giornali organi di partito e assimilati.

"Per garantire l'adeguamento alle nuove esigenze del mercato dell'editoria, il decreto prevede inoltre che le imprese che hanno già ricevuto i contributi possano passare alla pubblicazione digitale, anche in via non esclusiva".

Le imprese editrici che diffondono esclusivamente on line possono usufruire di un sostegno di durata biennale, a condizione che rispettino effettivamente la propria periodicità e siano accessibili (in digitale) anche a titolo oneroso. Il contributo consiste nella copertura del 70% dei costi e nella corresponsione di 0,10 euro per ciascuna copia venduta in abbonamento.

"È inoltre previsto un credito d'imposta di cui beneficeranno i punti di vendita che aderiranno ad una rete informatica che consentirà, tra l'altro, una maggiore efficienza delle imprese editoriali, attraverso la tracciabilità delle vendite e delle rese dei giornali".

Il Consiglio dei ministri ha approvato anche un disegno di legge delega che prefigura un nuovo sistema di sostegno all'editoria a partire dal 2014.

La delega punta a configurare una gamma di possibili incentivi coerenti con l'attuale situazione del mercato editoriale e a sostenere start up e iniziative editoriali che puntano alla multimedialità, "al fine di modernizzare e sviluppare il settore".

Viene infine istituita una Commissione per ridefinire i soggetti editoriali meritevoli di sostegno pubblico, in particolare alto valore culturale, politico-sociale, e tradizione a livello locale.

(Giuseppe Fonte)

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