9 ottobre 2017 / 10:07 / 13 giorni fa

BTP salgono su attese dialogo Catalogna, spread a minimi pre referendum

MILANO (Reuters) - Si apre col segno positivo la settimana sull‘obbligazionario italiano, che tiene lo sguardo concentrato sulla questione catalana, vedendo ora maggiori possibilità di dialogo e soluzione della crisi.

** Lo spread Btp/Bund è sceso stamane a 170 punti base, livello che non si vedeva dallo scorso 29 settembre, ovvero dal giorno precedente il referendum autoproclamato per l‘indipendenza della Catalogna. La settimana scorsa lo spread aveva allargato fino a 183 pb, massimo da inizio giugno.

** “Il driver del mercato è questo; con le manifestazioni degli ultimi giorni la sensazione è che si possa andare a una trattativa e che comunque il governo catalano abbia meno forza per procedere unilateralmente”, spiega un trader.

** Sui Btp gli acquisti premiano soprattutto l‘area 10 anni, osserva il trader, con relativo appiattimento del tratto 2-10, in una mattinata dai volumi “non così bassi” sulla periferia, nonostante la chiusura festiva dell‘obbligazionario Usa. “Ma nel pomeriggio inevitabilmente ci sarà un calo degli scambi”.

** Ieri a Barcellona si è tenuta una grossa manifestazione per l‘unità nazionale, dopo quelle già tenutesi nei giorni scorsi in diversi luoghi della Spagna a sostegno del dialogo. Tuttavia nella riunione di domani del parlamento regionale potrebbe arrivare la dichiarazione di indipendenza, mentre il premier spagnolo Rajoy minaccia la rimozione del governo locale e addirittura la sospensione dell‘autonomia.

** Lo spread Italia-Spagna allarga stamane di un punto a 53 pb, dopo aver stretto la settimana scorsa fino a quota 46.

** A mercati chiusi il Tesoro comunica i dettagli delle aste a medio-lungo di giovedì; Intesa Sanpaolo prevede un‘offerta di Btp a 3, 7 e 20 anni fino a 8 miliardi di euro complessivi. Per l‘asta di Bot annuali di mercoledì l‘offerta sarà di 6 miliardi, a fronte dei 6,25 in scadenza.

** Venerdì sera Moody’s ha confermato il rating sovrano Baa2 sull‘Italia, insieme all‘outlook negativo, che fu tagliato subito dopo il referendum costituzionale di dicembre 2016.

** “Tagliare il rating non si può perché la situazione sta migliorando, mentre portare a stabile l‘outlook equivarrebbe ad ammettere che l‘azione dello scorso dicembre è stata affrettata e probabilmente sbagliata” conclude il trader. “La sensazione è ch,e dopo quasi un anno dal taglio dell‘outlook, Moody’s sia incerta su come procedere”.

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