12 maggio 2017 / 15:20 / 4 mesi fa

INTERVISTA - Tesoro, Cannata: raccolta a 42/43% su totale 2017, punta su fondi e assicurazioni

MILANO (Reuters) - Il Tesoro si appresta a collocare il primo Btp Italia del 2017, avendo già raggiunto il 42/43% del funding dell‘intero anno.

A dirlo a Reuters è Maria Cannata, direttore generale del Tesoro per la gestione del debito.

Secondo calcoli Reuters, i circa 185 miliardi sinora collocati si tradurrebbero, quindi, in un obiettivo annuo di raccolta di 430-440 miliardi.

Per quello che riguarda lo scenario di mercato “sussiste in Europa un clima di grande incertezza e gli analisti talora alimentano timori di volta in volta diversamente indirizzati, ma Draghi ha abbastanza il piede pronto sul freno quando il mercato si lancia in illazioni sulla fine del Qe”, commenta Cannata.

L‘esponente del Tesoro non vede “nuovi annunci da parte della Bce prima dell‘autunno” e sottolinea che in ogni caso “la politica di fondo della gestione del debito non può cambiare tantissimo”.

Il mercato si interroga da settimane su quando la Bce darà indicazioni sull‘evoluzione del Qe nel 2018, una volta lasciatasi alle spalle gli acquisti mensili per 60 miliardi di titoli previsti sino a fine 2017.

BTP ITALIA

Le attese di raccolta per il nuovo Btp Italia a sei anni, in offerta da lunedì 15 maggio agli investitori retail, sono migliori rispetto a quanto visto lo scorso novembre con il Btp Italia a 8 anni, che non è andato oltre i 5,2 miliardi di richieste.

“Mi aspetto più interesse rispetto all‘ultima emissione e soddisferemo la domanda retail per intero. Salvo un‘esplosione di domanda, non pensiamo infatti di chiudere anticipatamente la prima fase dell‘operazione, dedicata al retail”, annuncia la dirigente del Tesoro. “Abbiamo condizioni di inflazione in ripresa e anche i tassi non sono più sottoterra come l‘anno scorso”.

Gli istituzionali avranno a disposizione la mattina di giovedì 18 maggio [nL8N1HL4LG]. ”Per la domanda istituzionale ci riserviamo come sempre la possibilità di razionamento, dopo aver visto il livello raggiunto con il retail”.

Il Tesoro ha annunciato che la cedola minima sarà pari allo 0,45%. “L‘anno scorso avevamo utilizzato la scadenza a 8 anni perché altrimenti il tasso reale sarebbe stato pari a zero o quasi. Con i tassi che si sono ripresi abbiamo ripristinato la scadenza a 6 anni perché più consona per l‘investitore retail” spiega Cannata.

Nelle precedenti dieci edizioni del Btp Italia il Tesoro ha raccolto oltre 117 miliardi [nL8N1CQ2YG].

FONDI E ASSICURAZIONI

Nell‘anno in corso “per il debito italiano c‘è una buona domanda sul lungo termine” che aiuta la risalita della vita media del debito, negli ultimi mesi attorno ai 6 anni e nove mesi.

“Da qui a fine anno sarei contenta di mantenere lo stesso valore attuale o avere un lieve miglioramento. Sul mercato c‘è una situazione più incerta di quella più chiara vista sino all‘ottobre 2016”, commenta la dirigente del Tesoro. “Quest‘anno abbiamo più scadenze, anche se nel 2016 abbiamo ridotto l‘outstanding dei Bot che, volendo, possono diventare un facile canale di sfogo per noi molto conveniente”.

Cannata vede “un ancoraggio dei tassi a breve molto forte, mentre nel resto della parte della curva c‘è un pò più di volatilità”.

Il consueto anticipo nella raccolta, con il funding al 42/43% del totale annuo già a metà maggio, si spiega con la stagionalità della domanda. “E’ normale portarsi avanti. Il mercato di solito è molto più vivace nella prima metà dell‘anno, rallenta prima di una ripresa a settembre-ottobre e si conclude con un mese leggero come dicembre”, commenta Cannata.

In attesa che la Bce nei prossimi mesi delinei la strategia per il 2018 il Tesoro, di fronte alla scelta delle banche di non rafforzare il proprio portafoglio di Btp, vede in asset management e assicurazioni lo ‘zoccolo duro’ degli investitori.

“Probabilmente l‘investitore retail, della cui domanda su titoli diversi dal Btp Italia non ci segnalano significativi cenni di ripresa, si rivolge di più a queste fonti di investimento”, dice la responsabile della gestione del debito.

Già a fine 2016 fondi e assicurazioni italiane possedevano circa un quarto dei titoli di Stato italiani in circolazione, con un aumento del portafoglio di oltre 30 miliardi dall‘inizio del Qe. La quota in mano agli investitori retail è invece scesa al 5%.

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