11 maggio 2017 / 16:23 / 5 mesi fa

INTERVISTA- Acea, presidente vede cambio modello business, "più spinta industriale"

ROMA (Reuters) - Il nuovo presidente di Acea Luca Lanzalone vede per la multiutility controllata al 51% dal Comune di Roma un cambiamento di business di qui a un anno, più concentrato sul settore industriale e meno su quello commerciale.

In un‘intervista a Reuters, il presidente nominato a fine aprile assieme all‘amministratore delegato Stefano Donnarumma dall‘azionista pubblico a guida pentastellata, dice che gli impianti per lo smaltimento di rifiuti sono una fonte potenziale di ricavi “importanti” per l‘azienda e che faranno parte del nuovo piano industriale pronto tra due-tre mesi, a cui lavora l‘AD.

Tra un anno “mi aspetto cambiamenti significativi per il modello di business” di Acea, ha detto.

“Vorrei una società meno spinta sul piano commerciale, più spinta sul piano industriale, che facesse più investimenti per ammodernare l‘impiantistica e introdurre nuove tecnologie nella gestione dei servizi”, ha aggiunto Lanzalone, avvocato genovese di 48 anni, esperto di normativa delle utility pubblico-private.

Quelle di Lanzalone e Donnarumma sono le prime nomine in una società quotata fatte da un‘amministrazione del Movimento Cinque Stelle.

Nonostante gli ottimi risultati del 2016, la sindaca Virginia Raggi ha infatti congedato l‘AD Alberto Irace e la presidente Catia Tomassetti, nominati nel 2014 da una giunta di centrosinistra.

RICAVI DA RIFIUTI, NUOVI IMPIANTI PER SMALTIMENTO

In questi giorni la Capitale rischia una nuova emergenza rifiuti. Lanzalone ha confermato che Acea è interessata alla costruzione di nuovi impianti, dopo la richiesta del Campidoglio nei mesi scorsi: “Bisognerà investire, perché questa sarà certamente una fonte potenziale anche di ricavi importanti per la società”.

Ma il presidente ha aggiunto che è ancora presto per capire quanti saranno e dove saranno collocati gli impianti, spiegando che per il nuovo piano industriale a cui sta lavorando l‘AD ci vorranno “due-tre mesi”, e che serviranno “almeno due anni” per vedere i primi risultati.

Il presidente vede su questo fronte anche una possibile collaborazione con i francesi di Suez, leader mondiale nel trattamento dei rifiuti e primo azionista privato della società romana.

Suez controlla il 23,3% di Acea, davanti al gruppo Caltagirone che ha il 5%.

“Penso che nell‘incontro con Suez potrebbe chiarirsi anche la loro intenzione su cosa faranno nei prossimi anni in Italia”.

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