11 maggio 2017 / 16:23 / 4 mesi fa

INTERVISTA - Estra punta a quotazione a novembre, probabile Opvs, flottante fino 49%

MILANO (Reuters) - La multiutility toscana Estra punta a sbarcare a Piazza Affari a novembre, con un‘offerta che porterà sul mercato fino al 49% e permetterà di raccogliere risorse per affrontare le prossime gare del gas nei territori in cui già opera ma anche in nuove aree.

E’ quanto spiegato a Reuters dall‘amministratore delegato Alessandro Piazzi, che ha sottolineato che non è stata presa una decisione definitiva sulla forma dell‘Ipo, ma che probabilmente si tratterà di un‘offerta di vendita e sottoscrizione, quindi con cessioni di azioni da parte degli azionisti e un aumento di capitale. Il segmento a cui si punta è lo Star, che ha un requisito minimo di flottante del 35%.

“Stiamo lavorando pancia a terra per la finestra di novembre”, ha spiegato Piazzi, sottolineando che se, per motivi a oggi non prevedibili, fosse necessario posticipare l‘Ipo, si potrebbe andare in primavera 2018. “Tra queste due date ci sarà la quotazione di Estra”, sottolinea l‘AD.

Per il processo di quotazione l‘utility ha già scelto i global coordinator: Banca Imi, che è anche sponsor, Unicredit e Bnp Paribas.

Tra le ragioni che hanno spinto Estra a intraprendere la strada della quotazione ci sono le prossime gare del gas.

“Questo passaggio (le gare, ndr) richiede robustezza e disponibilità finanziaria e quindi il ricorso al mercato diventa una tappa fondamentale”, ha affermato l‘AD, sottolineando che la società punta a mantenere gli ambiti territoriali dove è già presenti (Siena, Arezzo, Prato e una jv su Ancona) ma intende anche espandersi. “Cerchiamo di avere maggiore capacità finanziaria tramite il ricorso al mercato anche per fare gare fuori dai nostri ambiti tradizionali”.

Per quanto riguarda l‘M&A, Piazzi ha spiegato che “se ci saranno opportunità di mercato le coglieremo”, sottolineando un particolare interesse per le reti, per riequilibrare l‘Ebitda, che oggi è caratterizzato maggiormente dall‘apporto della parte commerciale.

A una domanda riguardo un eventuale interesse per gli asset che Gas Natural potrebbe eventualmente mettere in vendita, l‘AD ha risposto: “La stiamo guardando da lontano, per capire cosa succederà e se ci dovesse esserci una opportunità, dimensionata alla nostra attuale forza, potremmo ragionarci sopra”. L‘AD ha sottolineanto che si tratta di un‘operazione molto grande, che eventualmente sarebbe affrontabile solo in jv con qualcun altro.

Nei mesi scorsi Gas Natural ha dato mandato a Rothschild per una revisione strategica delle proprie attività in Italia, che potrebbe portare alla vendita di asset del valore di 700 milioni di euro nel corso dell‘anno. Italgas si è detta interessata al dossier.

Estra ha archiviato il 2016 con ricavi a 1,044 miliardi, un margine operativo lordo di 86,6 milioni e un utile netto di 15,1 milioni.

L‘azionariato vede Consiag Spa di Prato al 43,9%, Intesa Spa di Siena al 27,9%, così come Coingas di Arezzo.

(Elisa Anzolin, Giancarlo Navach)

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