29 marzo 2017 / 16:31 / 5 mesi fa

Telecom Italia, Vivendi valuta ipotesi de Puyfontaine per presidenza

L'ad di Vivendi Arnaud de Puyfontaine.Remo Casilli

MILANO/PARIGI (Reuters) - Vivendi (VIV.PA) sta valutando di proporre il suo Ceo, Arnaud De Puyfontaine, alla presidenza di Telecom Italia (Tim) (TLIT.MI), dicono quattro fonti vicine alla vicenda. Ma nessuna decisione è stata al momento presa.

Secondo una delle fonti, il gruppo francese sta ragionando sulla possibilità di proporre de Puyfontaine alla presidenza del gruppo. Una seconda fonte dice che Vivendi sembra intenzionata a proporre de Puyfontaine, una terza la definisce una ipotesi.

Se si optasse invece per un presidente italiano, è probabile che l'attuale presidente Giuseppe Recchi rimanga al suo posto, per due delle fonti. Un'altra fonte indica invece come favorito, in caso di presidenza italiana, Luca di Montezemolo, ipotesi sollevata dalla stampa che lo stesso manager ha smentito qualche giorno fa.

De Puyfontaine è attualmente vicepresidente di Telecom Italia e, secondo una delle fonti, rappresenterebbe una scelta ragionevole per Vivendi, azionista di riferimento a un soffio dalla quota opa del 24%.

Per la presentazione delle liste per il rinnovo del cda c'è tempo fino al 9 aprile. Lo statuto Telecom Italia prevede che il presidente venga scelto dal consiglio al suo interno, o venga votato dai soci.

Quando è stato nominato l'attuale cda, il presidente è stato votato in assemblea. Recchi ha ricevuto i voti di Telco, allora socio di riferimento, e di buona parte dei fondi.

No comment da Vivendi e Telecom Italia.

La scelta di un esponente di punta di Vivendi per la presidenza Telecom potrebbe riacuire la discussione sul tema del controllo di Telecom Italia, sotto la lente dell'Agcom dopo la galoppata di Vivendi fino a quasi il 30% di Mediaset (MS.MI).

Nei giorni scorsi il collegio sindacale di Telecom ha portato alla ribalta il tema sostenendo che il consiglio di amministrazione, salvo eccezioni di scarsa rilevanza, si è sempre espresso secondo le indicazioni dei consiglieri rappresentanti del socio di riferimento. Elemento che considera sufficiente "per poter accertare la sussistenza, ai fini della disciplina delle operazioni con parti correlate, di una posizione di controllo" di Vivendi su Tim.

Il cda ha invece affermato che i consiglieri si sono sempre espressi liberamente.

Secondo una delle fonti, vista la portata dell'investimento dei francesi, avere un rappresentante Vivendi alla presidenza avrebbe senso. Una ipotesi che potrebbe rendere meno spinosa una presidenza francese, citata da una delle fonti, è di rendere la carica di presidente non esecutiva.

(Stefano Rebaudo, Paola Arosio, Danilo Masoni, Mathieu Rosemain)

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